di Dan.Bo.
Almeno sull’ottavo centenario della morte di San Francesco, tutti d’accordo. Il consiglio regionale ha approvato giovedì il disegno di legge della giunta che riguarda le disposizioni collegate alle celebrazioni, la promozione di iniziative, eventi e della «conoscenza del pensiero, dell’opera, della cultura e dell’eredità del santo». La legge, composta da undici articoli e finanziata con 2,5 milioni di euro per il 2026, punta a trasformare la ricorrenza in un progetto più ampio. L’idea di fondo quella di non limitarsi a organizzare eventi, bensì di “usare” l’ottocentenario per rafforzare l’identità dell’Umbria e lasciare qualcosa di concreto.
I valori Il primo articolo lega la figura di San Francesco d’Assisi ai valori che la Regione rivendica come propri: pace, dialogo tra popoli, rispetto dei diritti umani, tutela dell’ambiente. La regia delle celebrazioni sarà affidata alla Presidenza della Regione, con una specifica unità di missione che coordinerà le iniziative insieme agli enti locali, senza costi aggiuntivi per il bilancio. Previsto anche il coinvolgimento di Sviluppumbria e uno spazio dedicato sul portale regionale per raccogliere e promuovere i progetti. Un capitolo importante riguarda la comunicazione: la Regione metterà in campo un piano per far conoscere l’evento in Italia e all’estero, utilizzando tv, radio e canali digitali.
La cultura Ampio spazio alle iniziative culturali. La legge prevede il sostegno a produzioni cinematografiche, documentari, spettacoli teatrali, mostre. Tra gli appuntamenti di punta c’è l’esposizione dedicata a Giotto e alla figura del Santo alla Galleria Nazionale dell’Umbria, presentata mercoledì a Roma, oltre alla valorizzazione di archivi e biblioteche. I Comuni, le Province e i soggetti del Terzo settore potranno presentare progetti per diffondere il pensiero francescano, con contributi regionali e un coordinamento unitario.
Giovani e inclusione Un altro asse è quello delle politiche giovanili e dell’inclusione. La legge sostiene attività di aggregazione, percorsi formativi e iniziative rivolte ai ragazzi e alle persone più fragili. È qui che si inserisce quella che viene definita l’«opera segno» del centenario: la realizzazione di un hospice pediatrico all’interno della rete regionale delle cure palliative. La struttura sarà dedicata ai minori con malattie inguaribili e alle loro famiglie. Dopo un emendamento condiviso tra maggioranza e opposizione, i moduli previsti saranno due, uno per provincia. Le risorse per l’hospice non rientrano nei 2,5 milioni stanziati, ma saranno coperte dal fondo sanitario regionale.
Trasporti e sicurezza Per accogliere i pellegrini e i visitatori attesi, la Regione prevede anche il potenziamento del trasporto pubblico locale verso i luoghi francescani e un’attenzione particolare ai cammini religiosi, con la partecipazione all’associazione «Vie e cammini di Francesco». Sono inoltre previsti interventi temporanei sui servizi sanitari territoriali e sull’emergenza-urgenza, oltre al coordinamento della protezione civile per far fronte all’afflusso straordinario.
In Aula Pur in un clima bipartisan le critiche da parte dell’opposizione non sono mancate. Il relatore di maggioranza, Francesco Filipponi (Pd), ha parlato di un provvedimento che «non è soltanto un atto celebrativo», ma un’occasione per trasformare un anniversario in «un’opportunità di crescita culturale, sociale e territoriale per l’Umbria». Al centro del ragionamento, l’hospice pediatrico, definito «l’opera segno di questa legislatura». Dai banchi dell’opposizione, Paola Agabiti (FdI) ha riconosciuto l’importanza dell’appuntamento ma ha sottolineato «una tempistica tardiva» e «un’insufficiente visione strategica di lungo periodo». Secondo Agabiti, il centenario avrebbe potuto diventare una leva strutturale per integrare turismo, infrastrutture e fondi europei. Nonostante questo, ha spiegato, «il nostro atteggiamento non sarà di chiusura ma di responsabilità». Sulla stessa linea Donatella Tesei (Lega), che ha richiamato gli oltre 80 milioni di euro di fondi nazionali già destinati a opere infrastrutturali e ha chiesto ora «con urgenza l’attuazione di questo impianto normativo».
Il dibattito Dal fronte della maggioranza è stato sottolineato il valore simbolico della legge e non solo: Maria Grazia Proietti (Pd) ha ricordato che parlare di Francesco oggi significa parlare di pace, ambiente e solidarietà, e ha difeso con forza la scelta dell’hospice: «Dobbiamo ricordare innanzitutto inguaribile, e lo sottolineo, non è sinonimo di terminale». Per Luca Simonetti (M5S) è importante l’impostazione policentrica, che coinvolge più territori, mentre Stefano Lisci (Pd) ha auspicato un tavolo permanente di confronto per coordinare al meglio le iniziative. Fabrizio Ricci (Avs) ha messo l’accento sull’equilibrio tra spiritualità e sviluppo turistico, citando le grandi mostre e il potenziamento dei servizi. Anche Eleonora Pace (FdI), pur parlando di un provvedimento che «si poteva fare tutto meglio», ha sostenuto l’emendamento per raddoppiare i moduli dell’hospice nelle due province.
Meloni e Proietti L’assessore Simona Meloni ha collegato il centenario alla strategia turistica regionale, parlando di un evento «catalizzatore» e di un lavoro per distribuire i flussi oltre Assisi, evitando squilibri tra sovraffollamento e aree meno visitate. In chiusura la presidente Stefania Proietti ha rivendicato la portata politica del provvedimento: «Questa legge – ha detto – non è una legge di spesa o un programma di eventi. È un atto di identità e di visione». L’ex sindaca di Assisi ha messo l’accento su un «momento che travalica lo spazio e il tempo» e su un’Umbria pronta a fare la propria parte in un anno che si preannuncia straordinario anche per i numeri attesi.
Il Comune Soddisfazione è stata espressa anche dal Comune di Assisi. Il sindaco Valter Stoppini ha definito l’approvazione «un atto di responsabilità e di visione» e ha assicurato «la massima collaborazione istituzionale» per accogliere pellegrini e visitatori. Per la città, ha detto, il centenario «non è soltanto una ricorrenza, ma un momento di profonda riflessione e di rinnovato impegno».
