«Per lo svincolo di Scopoli (Foligno) abbiamo riscritto al governo il 21 febbraio ma fintantoché resta il vincolo ambientale diventa impossibile realizzare i lavori». Questa la risposta che la presidente Catiuscia Marini e l’assessore regionale Giuseppe Chianella hanno dato durante il question time al consigliere Raffaele Nevi (Forza Italia) che nei giorni scorsi aveva presentato un’interrogazione a risposta immediata sull’opera chiesta a gran voce dalle popolazioni della Valle del Menotre e da tutte le forze economiche, sociali e politiche di Foligno e dell’Umbria. A innescare l’atto ispettivo è stato il sottosegretario alle Infrastrutture, Umberto Del Basso De Caro, che ha comunicato il mancato inserimento dello svincolo di Scopoli tra le opere prioritarie della nuova Foligno-Civitanova.
Svincolo di Scopoli in consiglio regionale In particolare Nevi ha ricordato al consiglio regionale che il 3 novembre 2015 era stata approvata una mozione che impegnava la presidente Marini ad «adottare ogni iniziativa finalizzata a scongiurare la mancata realizzazione dello svincolo di Scopoli sulla nuova statale 77, interessando del problema anche il ministro e a riferire all’assemblea legislativa sugli esiti degli incontri
per gli atti conseguenti a tutela, anche nominativa, delle opportunità di un’area fondamentale dell’Umbria. La giunta regionale – ha evidenziato il consigliere di Forza Italia – non hai mai riferito
sulla vicenda contravvenendo un impegno formale espressamente chiesto, senza nessun voto contrario, dell’intera assemblea legislativa». A replicare in aula la stessa Marini insieme all’assessore Chianella: «La giunta è favorevole alla realizzazione dello svincolo di Scopoli e ha formalizzato diverse richieste al governo. Inoltre, nei programmi per la ricostruzione saranno individuate infrastrutture strategiche in caso di calamità, e questo fatto nuovo può dar luogo a una riapertura, dopo il blocco dovuto alle considerazioni sull’impatto ambientale dell’opera. L’ultima lettera inviata al ministero per sollecitare lo svincolo è del 21 febbraio scorso e attendiamo risposta. Fino a che resta il vincolo ambientale – hanno però evidenziato Marini e Chianella – rimane impossibile proseguire i lavori, ma abbiamo puntato sul fatto che essendoci già una strada a quattro corsie diviene anomalo parlare di vincoli ambientali, mentre è innegabile che lo svincolo agevolerebbe, in caso di calamità, il passaggio anche di mezzi e pesanti e di soccorso, quindi abbiamo riconfermato a ministero per le Infrastrutture e Anas la funzione strategica dell’opera e ci auguriamo che il tema sia riesaminato dall’attuale direttore generale del ministero». Per niente soddisfatto della risposta il consigliere Nevi: «Mi sembra di sognare, è lo stesso dibattito che facemmo a novembre 2015 per evitare la distrazione di risorse su altri interventi, cosa puntualmente verificatasi. Anche allora dicemmo di fare in modo che il Mibact togliesse il vincolo ed entro un anno sarebbe dovuta
ripartire la realizzazione dell’opera. É tempo di operare, non dovete scomodare il Papa ma semplicemente parlare con il ministro Franceschini che è del vostro partito».
