Il Mibac stoppa lo svincolo di Scopoli (Foligno). Sarebbe un documento firmato direttamente dal ministro Dario Franceschini a far naufragare il progetto di realizzazione delle rampe di accesso e uscita che collegherebbero la Valmenotre con la nuova statale della Valdichienti. La notizia è riportata dal Corriere dell’Umbria.
Parere negativo dalla Soprintendenza All’origine della decisione del ministro Franceschini ci sarebbe il secco no inflitto dalla Soprintendenza dell’Umbria, guidata da tre mesi dall’architetto Stefano Gizzi, di cui Regione e Anci hanno già chiesto la rimozione dall’incarico, all’infrastruttura richiesta a gran voce non solo dagli enti locali, a cominciare dal Comune di Foligno, ma anche dai residenti della zona fin qui determinati a dar battaglia per non perdere l’occasione di un collegamento viario che, questo sostengono, rappresenterebbe un’occasione di sviluppo per il territorio montano.
Stop dal ministro Franceschini Il parere negativo della Soprintendenza avrebbe quindi spinto il ministro Franceschini a inviare, sembrerebbe addirittura lo scorso 11 agosto, apposita missiva alla Regione con cui, in estrema sintesi, viene stoppata la variante al progetto dello svincolo di Scopoli definita da Quadrilatero spa alla luce delle prescrizioni che lo scorso anno la Soprintendenza aveva indicato nel primo stop all’opera.
Perosino: «Doccia gelata» In questo senso il presidente di Quadrilatero, Guido Perosino, al Corriere dell’Umbria ha affermato: «Questa decisione mi amareggia, perché sul progetto abbiamo lavorato a lungo e in modo particolarmente approfondito; quando la Soprintendenza dell’Umbria ci presentò le proprie osservazione, indicando al contempo le prescrizioni relative all’opera, non abbiamo esitato ad accoglierle a da apportare le necessarie modifiche al progetto, facendo tutto affinché il risultato finale fosse pienamente conferme a quanto richiesta dalla Soprintendenza. Ora – conclude-questa lettera del ministro è come una doccia gelata».
Conferenza servizi Nei giorni scorsi, però, era anche spuntata la possibilità di indire la conferenza dei servizi e mettere in fila i pareri dei vari enti coinvolti così da far emergere il solo no della Soprintendenza e tentare di forzare la mano consegnando tutte le carte del caso al Cipe che potrebber bussare alle porte del ministero delle Infrastrutture e chiedere il via libera. Ma è chiaro che il documento del ministro Franceschini pesa come un macigno.
