Narni

di C.A.

Le elezioni politiche, a giudizio del Partito democratico narnese.saranno sicuramente ricordate «per lo scardinamento del sistema politico italiano che in un modo e in un altro aveva assunto negli ultimi anni un quadro di tipo bipolare centrodestra-centrosinistra, pur con la grande anomalia di un centrodestra fondato su un partito-persona».

Il Paese «Il voto – dicono i Democratici di Narni – ci consegna invece uno schema a tre gambe, PD-Sel, 5 stelle, PDL-Lega, che sommati superano l’80% dei consensi. Una situazione in partenza, giacché i tre schieramenti si sono presentati in alternativa e in forte contrasto tra di loro, d’ingovernabilità visto che il vincitore numerico, il centrosinistra, non ha la maggioranza dei seggi al Senato per governare.

Il programma Il Pd narnese, «in questa fase così complessa per il Paese, vuole dare il suo contributo auspicando la prosecuzione di quel percorso di rinnovamento che Pierluigi Bersani ha iniziato, ma che, come forse il voto ha fatto emergere e ha ammesso lo stesso segretario, deve trovare un’attuazione programmatica chiara e diretta: riduzione dei parlamentari, superamento del bicameralismo perfetto, drastica riduzione dei compensi ai parlamentari, ai manager e dirigenti pubblici, legge sul conflitto d’interessi, abolizione delle province, ma anche politiche di maggiore equità, di rilancio della crescita partendo dalla scuola, la formazione, la ricerca e l’università, il lavoro, l’Europa».

I risultati Tesi che, insistono al Pd narnese, coerenti con quanto «abbiamo sostenuto in questi anni e forse è anche per questo che il risultato ottenuto a Narni, 39% al Senato e 37 % alla Camera (4.462 voti, circa 1100 in più del maggio scorso e oltre 500 in più delle precedenti regionali), è tra i migliori in assoluto in Umbria e il migliore tra i comuni al di sopra dei ventimila abitanti. Ora ci aspettiamo che anche in Umbria si faccia una lettura attenta che spinga il Pd, nella fase congressuale che si aprirà e nelle scelte da compiere nel governo regionale, a valorizzare la qualità che alcuni territori sanno esprimere in termini d’idee, di rappresentanza, d’innovazione e metterle al servizio della comunità regionale e del Paese».

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