Verrà approfondita in commissione la mozione presentata dai consiglieri regionali della Lega nord Emanuele Fiorini e Valerio Mancini che impegnava la Giunta ad attivarsi presso il Governo nazionale per «una moratoria alla costruzione o all’apertura di nuovi centri islamici e di nuove moschee». Nel mirino, in particolare, c’era la nuova moschea di Umbertide, al centro di un vespaio di polemiche.

Decisione unanime Il primo a prendere la parola è stato il vicepresidente dell’assemblea legislativa, Marco Vinicio Guasticchi, che chiede di verificare «tutti gli aspetti riguardanti un progetto molto discutibile e non condivisibile. Rinviare mozione in commissione e convocare in audizione i soggetti interessati, a cominciare dagli amministratori comunali di Umbertide, attuali e passati. La mozione, troppo generica nei contenuti e non in tutto condivisibile, punta l’attenzione su un problema reale e serio.  Nel caso specifico di Umbertide io chiedo che si verifichi a fondo sia l’opportunità che la regolarità della costruzione di una struttura che diventerebbe uno dei luoghi di culto islamico più grandi del Centro Italia». Il capogruppo di Forza Italia, Raffaele Nevi, ha proposto di «costruire le condizioni affinché le comunità musulmana e cattolica e le altre confessioni religiose possano convivere. Rinviamo la mozione in commissione per fare tutti gli approfondimenti necessari». Anche per Claudio Ricci «la mozione di Mancini e Fiorini è utile come elemento di riflessione, però le moschee ufficiale sono i luoghi più controllati e sicuri. Altro tema è l’islam ‘domestico’ di cui non abbiamo un quadro chiaro». Silvano Rometti (Ser) ha proposto di «approfondire, con momenti di riflessione, coinvolgendo i soggetti che hanno in mano la decisione su questi progetti». Marco Squarta (Fd’I) avrebbe votato la mozione ma accetta un approfondimento in Commissione anche per «aprire una discussione nell’ipotesi che altre moschee vengano realizzate in regione». Andrea Liberati (m5s) ha detto che «bisogna approfondire la questione che è spinosa, per capire cosa è successo e per mettere tutti sullo stesso piano politico e amministrativo di certezze, anche per rassicurare i cittadini». Gianfranco Chiacchieroni (Pd): «Facciamo un momento di approfondimento e di assunzione di informazione maggiore, di incontro e di conoscenza. Tutto il mondo è impegnato a costruire un dialogo per far emergere i moderati e isolare i radicali». Per Giacomo Leonelli (Pd) «non ci sono le premesse per un voto positivo. Per questi motivi appare necessario almeno un approfondimento tecnico».

L’annuncio Valerio Mancini, uno dei proponenti, ha infine annunciato che «la riunione dei capigruppo ha portato ad una apertura dell’assemblea, il documento verrà quindi approfondito in commissione per affrontare tutte le tematiche emerse. Magari anche per arrivare ad una proposta di legge condivisa, partendo dall’errore commesso nella comunità di Umbertide, dove non c’è stata condivisione per la scelta».

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