di M.To.
Le prime crepe erano emerse a novembre, in fase di approvazione del bilancio. Ma che a Montefranco – circa 1300 anime – tirasse una brutta aria era chiaro da tempo, tanto che il sindaco, Alessandro Sinibaldi, aveva messo in preallarme il prefetto: «Se non lo approviamo – gli aveva più o meno detto – io mi dimetto».
La proroga Il prefetto Bellesini aveva allora concesso un mesetto di tempo in più, per dare la possibilità al consiglio comunale di trovare la quadra, cosa che effettivamente è avvenuta: il 12 dicembre il bilancio è stato approvato. Ma, subito dopo, sette consiglieri comunali su dodici – tre della maggioranza e quattro dell’opposizione – hanno presentato una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco. Che il 20 dicembre ha scritto la lettera di dimissioni, divenute irrevocabili giovedì.
Il commissario Venerdì il prefetto non ha potuto far altro che decretare la sospensione del consiglio comunale di Montefranco, in attesa dello scioglimento dello stesso da parte del presidente della Repubblica. «Al fine di assicurare la provvisoria gestione dell’ente – fa sapere il prefetto – è stato nominato commissario prefettizio il vice prefetto aggiunto, dottoressa Simonetta Mignozzetti». Alla quale spetterà di gestire l’ordinaria amministrazione e l’organizzazione delle elezioni, peraltro già previste per la primavera prossima.
Il sindaco Lui, Alessandro Sinibaldi, eletto nel 2009 alla testa di «una lista civica senza nessuna connotazione politica» parla di «una situazione divenuta insostenibile quando è apparso chiaro che le accuse che mi venivano rivolte non erano solo basate su eventuali contestazioni di metodo o di merito, ma avevano alla base delle motivazioni politiche». L’ex sindaco garantisce: «Io ho cercato di governare nell’interesse del paese, ma evidentemente non era quello che voleva».
L’omonimo E dalla parte della, ormai ex, minoranza, si dicono più o meno le stesse cose. A parlare è un altro Sinibaldi, Enzo: «Ma non sono certo parente dell’ex sindaco», chiarisce. E racconta, il Sinibaldi all’opposizione, che «la maggioranza ha deciso di suicidarsi» e che che il Sinibaldi ex sindaco «ballava da un bel po’, visto che già a marzo dello scorso anno un suo assessore aveva espresso la volontà di sfiduciarlo. Idea poi accantonata, pare, per la promessa di affidare proprio a lui il ruolo di candidato a sindaco la prossima primavera». Come si diceva una volta: il paese è piccolo e la gente mormora.
