Battaglia in aula sulle Comunità montane (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Sulle defunte Comunità montane è battaglia tra l’assessore all’Agricoltura Fernanda Cecchini e i membri della Commissione Affari istituzionali di palazzo Cesaroni dove, martedì mattina, si sarebbe dovuta approvare la «Relazione sullo stato di attuazione dell’attività dei commissari liquidatori» delle disciolte Montane. Condizionale d’obbligo perché l’assessore ha presentato ai consiglieri una scarna paginetta senza i suddetti piani di liquidazione contenenti i numeri dettagliati. Una mancanza che è costata il sì della commissione guidata da Oliviero Dottorini (Idv): al termine dei lavori infatti è stato deciso di attendere, fino al 12 novembre, l’invio dei Piani ai consiglieri prima di procedere con l’approvazione. Di sicuro della questione se ne parlerà mercoledì alle 12 quando l’assessore vedrà i commissari in una riunione ad hoc.

Zaffini: acquisizione urgente Sul caso si è mosso anche il presidente del Comitato di monitoraggio e vigilanza del Consiglio regionale, Franco Zaffini (Fare Italia), che ha «formalmente chiesto all’assessore all’agricoltura Fernanda Cecchini l’urgente acquisizione dei Piani di liquidazione predisposti dai cinque commissari delle Comunità montane, che risultano essere stati trasmessi, coerentemente con i tempi dettati dalla legge, alla Giunta regionale nel luglio scorso». Nella sola pagina di relazione presentata dalla Cecchini infatti, dopo aver ricordato come «le soppresse comunità montane continuano ad esercitare le funzioni ed i compiti di cui erano titolari prima dello scioglimento, in attesa del subentro delle Unioni speciali di Comuni e dell’Agenzia forestale regionale», si dice che quattro dei cinque Piani sono arrivati nella terza settimana del mese di luglio.

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Squilibrio rilevante Il quinto è quello della Comunità montana del Trasimeno-Medio Tevere che è stato comunque presentato entro luglio. Al di là dell’inchiesta in corso in queste settimane, durante la riunione di martedì è emerso anche che si registrerebbe uno squilibrio definito «rilevante» fra le pieghe del bilancio. Di numeri però neanche l’ombra: i consiglieri d’opposizione pressano la giunta e chiedono gli atti, tra quelli di maggioranza c’è imbarazzo. Contattato telefonicamente da Umbria24 il commissario liquidatore della Trasimeno-Medio Tevere, Elio Censi, spiega di non ricordare le cifre e rimanda all’appuntamento di mercoledì.

Riforma endoregionale Il destino delle Montane si intreccia strettamente a quello della riforma endoregionale, tanto che i consiglieri martedì hanno chiesto un incontro con l’assessore alle Riforme, Gianluca Rossi, per avere un quadro dell’attuazione della legge di riforma in relazione a Comunità montane, Unioni speciali dei Comuni e Agenzia per la forestazione. Ovvero la nuova realtà che dovrà, a regime, caricarsi sulle spalle le funzioni delle defunte montane. E a proposito dell’Agenzia per la forestazione, è emerso come la sua operatività «dovrà essere rinviata» per via del decreto che impone il controllo preventivo della Corte dei conti sui bilanci.

Organici e consorzi Nel corso della discussione Dottorini ha chiesto chiarimenti sulla dotazione organica della nuova Agenzia forestale. E qui i numeri arrivano: «Ci saranno – ha spiegato Cecchini – 571 operai forestali con contratto privatistico, 81 dipendenti impiegati pubblici mentre 214 impiegati pubblici in capo alle Comunità montane dovranno passare alle Unioni speciali dei Comuni». Damiano Stufara (Prc) ha sollecitato la presentazione della proposta della Giunta sulle norme in materia di consorzi di bonifica: «Doveva essere portata in Consiglio entro il 28 febbraio 2012 – ha detto – ed ancora non ci è arrivata. L’esecutivo deve agire con urgenza dato che la questione non è più politicamente sopportabile e i cittadini ne stanno pagando il prezzo». L’assessore, sul punto, ha spiegato che «la situazione è complessa, entro la fine del 2012 porteremo in Aula una proposta».

Monni e Cirignoni: fare chiarezza Tornando ai piani di liquidazione invece Massimo Monni, Pdl, ha chiesto chiarezza «sul deficit della Comunità montana Trasimeno Medio Tevere: è l’unica ad essere in passivo e il suo presidente è stato pure nominato amministratore unico della nuova Agenzia. È inutile parlare di questi argomenti senza avere numeri e dati». Un passo più in là lo fa il leghista Cirignoni che parla di «tentativo maldestro della Giunta di far passare un atto che è totalmente privo dei contenuti previsti dalla legge regionale». Il capogruppo del Carroccio dice di non comprendere il motivo per cui la Giunta regionale abbia prodotto una relazione «di una paginetta, con un contenuto palesemente difforme a quanto previsto dalla legge regionale. Si vogliono forse coprire gestioni allegre da parte degli amministratori di qualche Comunità montana?».

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