Massimo Monni

di D.B.

Il clima di questi ultimi giorni di campagna elettorale perugina rimane rovente, e il meteo non c’entra. Martedì a tornare all’attacco è stato l’ormai ex candidato sindaco di Perugia merita, Massimo Monni, che nelle scorse ore ha comunicato che a titolo personale voterà Vittoria Ferdinandi, lasciando al resto della lista libertà di scelta. In conferenza stampa Monni aveva spiegato che nel corso degli incontri con Margherita Scoccia, organizzati in vista di un possibile apparentamento, gli era stato promesso il ruolo di vicesindaco, venendo smentito nel corso della giornata dalla candidata sindaca.

MONNI: «VOTO FERDINANDI, HA DOTI NETTAMENTE SUPERIORI»

Le offerte Versione che per Monni «mette in discussione la mia schiettezza». L’ex consigliere regionale spiega che nel corso del primo incontro, tenuto nello studio di Scoccia, «davanti a testimoni mi hai offerto l’assessorato al Personale – spiega – dicendomi anche che così ti avrei aiutata a mandare via alcuni dirigenti. La seconda volta, mi hai offerto di nuovo l’Assessorato al personale e un ruolo all’ambiente – Gesenu – dicendomi che pensavi che fossi stato sempre interessato al decoro della città. Ma ti ricordo anche che poi hai aggiunto che per il ruolo di vicesindaco dovevi vedere, perché lo avevi già promesso a un candidato del centrodestra».

L’APPELLO DI ESPONENTI CATTOLICI: «STOP A SQUALLIDE CROCIATE»

Aggressività «Sono pronto a un confronto pubblico, a maggior ragione perché continuo a reputarti una persona seria e perché – continua Monni – sono convinto che ciò che hai detto non sia farina del tuo sacco, ma di chi ti dà consigli quantomeno discutibili che, di certo, non sono positivi per la tua immagine né coerenti con la persona che ho conosciuto. Concludo, sottolineando che il modo di fare aggressivo e becero dei tuoi fan non fa che rendermi ancora più convinto della scelta che ho fatto». «Dovresti correttamente informare i tuoi amici che fanno girare video nelle chat sui quali immagino tu non abbia bisogno ti fornisca dettagli – conclude – che sei stata tu a offrirmi la Gesenu non Ferdinandi».

Maffeis In mattinata invece a provare a gettare acqua sul fuoco è stato anche il vescovo Ivan Maffeis, anche dopo l’appello di esponenti del monto cattolico che si sono schierati con Ferdinandi. Maffeis auspica che chi sarà chiamato ad amministrare Perugia «possa dare prova di onestà intellettuale, saggezza e lungimiranza, nella capacità di intercettare, valorizzare e rilanciare questo patrimonio, nell’interesse di tutti». «Andiamo a votare domenica. Perugia – aggiunge – è animata da grandi valori e risorse, a cui i veleni della campagna elettorale non rendono giustizia».

Unità Il vescovo prende spunto dal corteo di domenica di Perugia 1416 e dal grido «Viva Perugia!» dei presenti: «Mi viene spontaneo immaginare che quel grido unitario – dice – possa risuonare anche dal consiglio comunale che uscirà dal ballottaggio di domenica prossima. Un pugno di persone, provenienti da strade diverse, animate dalla passione civica e dalla volontà di costruire insieme il bene della Città, a partire da alcune priorità: il lavoro, la famiglia, la salute, i giovani e gli anziani, la tutela delle fasce più deboli. Questi grandi fini ci stanno a cuore, appartengono alla dottrina sociale cristiana, sono parte essenziale del bene comune e della storia di questa Città. La loro traduzione è affidata ai candidati: la Chiesa – conclude l’arcivescovo – è fiduciosa che ciascuno di loro, se eletto, avverta la responsabilità di impegnarsi a rappresentare e servire l’intera Comunità, facendo sintesi delle diverse sensibilità».

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