di Daniele Bovi
«Voterò e chiederò di far votare Vittoria Ferdinandi perché la giudico una persona di livello superiore alla sua avversaria; Margherita Scoccia è una bravissima persona ma di bravissime persone ne abbiamo avute già a sufficienza». Così Massimo Monni, candidato sindaco di Perugia merita, ha ufficializzato lunedì nel corso di una conferenza stampa la sua scelta in vista del ballottaggio di domenica e lunedì. Una scelta che ha definito «personale» mentre al resto dei candidati della lista sarà data, come spiegato domenica, libertà di scelta date le «diverse sensibilità».
VIDEO – MONNI SPIEGA PERCHÉ VOTERÀ FERDINANDI
Le offerte Monni ha spiegato di aver incontrato entrambe le candidate due volte: Scoccia, secondo quanto riferito, ha offerto un assessorato e poi il ruolo di vicesindaco, mentre Ferdinandi «mi ha detto di non essere in grado di garantire nulla; non mi ha voluto comprare e questo per me significa molto». «Spero – ha aggiunto sul punto – che la gente capisca che, a differenza delle maldicenze e delle palate di letame che mi sono state buttate addosso, non c’erano accordi già pronti». Nel pomeriggio Scoccia ha però replicato affermando «con assoluta certezza» che a Monni non è mai stato offerto il ruolo di vicesindaco.
L’APPELLO DI ESPONENTI CATTOLICI: «STOP A SQUALLIDE CROCIATE»
La replica «Si tratta di una strategia comunicativa – replica – che si fonda su fake news, l’ennesima di questa campagna elettorale. Siamo comunque certi del fatto che gli elettori di quella lista sono liberi di scegliere e sappiamo, conoscendoli, che non voteranno certo per questa sinistra». Riguardo alle accuse di «estremismo» rivolte a Ferdinandi, Monni ha ribadito che la sua «è una cultura riformista-socialista». «Conosco bene Vittoria Ferdinandi – ha affermato – e la scelta ricade sulle sue capacità e doti umane. Non è vero come viene dipinta. È una persona intelligente e molto equilibrata. Voglio che Perugia rimanga libera e senza influenze esterne».
I perché Ad appoggiare la candidata del centrosinistra sarà anche Italia viva, mentre martedì è in programma il direttivo del Psi per ufficializzare la scelta. «Voterò Ferdinandi non per appartenenza al centrosinistra – ha aggiunto – ma perché la conosco; è una donna intelligente, equilibrata, umana e libera e queste sono le doti più importanti per un amministratore. L’altra la stimo ma – e io conosco bene la politica – non sarà libera». Questo perché «la candidata sindaca penso sia condizionata molto dai colonnelli dei partiti e questo non mi piace».
Autonomia «Se mi sono candidato- ha aggiunto – è perché ero deluso da questi dieci anni della sindacatura di Andrea Romizi. Reputo che Vittoria abbia capacità e autonomia per governare questa città. Sono convinto che riuscirà a tenere a bada i partiti e a fare un programma sulle sue idee». A Monni lungo questo decennio non sono piaciute alcune «logiche riguardo a come è stata gestita la città». Critiche ci sono anche sulla questione sanità: «Le cose – ha detto – evidentemente non vanno ma Romizi non ha mai detto una parola».
Le regionali Riguardo al risultato del primo turno di sicuro «non ce lo aspettavamo. L’elettorato – ha detto Monni – ci ha penalizzato. La partita si è subito polarizzata e anche la stampa ha un po’ di responsabilità». Quel che è certo è che il progetto Perugia merita non si ferma qui. Monni – benché non da candidato – e gli altri guardano ora alle regionali per dare un contributo a trovare un’alternativa «all’imbarazzante giunta Tesei». «Contatti sui territori – assicura – sono stati già avviati». Ad ascoltare Monni oltre ai vertici di Psi e Iv anche Donatella Porzi e il vicesindaco e amico di lunga data Gianluca Tuteri: «Sarà venuto qui per ascoltare e riferire» ha scherzato Monni, che si è detto comunque infastidito per «la campagna elettorale molto violenta e le telefonate spiacevoli che ho ricevuto, con tanto di minaccia di togliermi il saluto».
Ferdinandi In una nota Ferdinandi parla di una pagina «di buona politica, quella animata, appassionata, libera e non fatta di interessi individuali, ma quella che è capace di rimettere al centro soprattutto il bene della città». «Massimo – ha aggiunto – è una persona di cui ho enorme stima e mi lega a lui un affetto profondo e sincero, e durante il nostro ultimo incontro ho avuto la riprova della grande integrità morale e dei valori che io ho gli sempre riconosciuto». «Noi – dice – non mercanteggiamo posizioni future di governo sulla base di interessi elettorali contingenti».
Baiocco Parlando degli altri candidati lunedì Davide Baiocco, che al primo turno ha raggiunto lo 0,7 per cento, ha spiegato che non si schiererà. Oltre a ringraziare chi è stato con lui in questi mesi Baiocco sottolinea di essere stato contattato da entrambe le contendenti ma che, nonostante alcune convergenze programmatiche, non può esserci «allineamento ed essendo una persona che non crede nei partiti e nella “classica politica”, ma nelle persone – dice -, proponendomi di fatto da subito come un’alternativa nell’unico puro e autentico interesse di restituire ai cittadini una Nuova Perugia, preferisco lasciarli liberi, senza alcun mio condizionamento, di votare in base a quella che è la loro coscienza e e il loro sentimento di fiducia, certo che ognuno in cuor suo sentirà di fare la scelta più giusta per Perugia. Il mio augurio è che vinca la migliore».
