Enrico Melasecche (foto ©Fabrizio Troccoli)

di Daniele Bovi

Sono state depositate mercoledì poco dopo le 16 sul tavolo dell’Ufficio di presidenza le dimissioni da consigliere regionale di Enrico Melasecche. Una mossa concordata nei giorni scorsi con i vertici  della Lega e che chiude, con il contestuale ingresso in aula di Manuela Puletti (prima dei non eletti e fedelissima del segretario Virginio Caparvi), il capitolo rimpasto; tema di cui mercoledì ha parlato anche la presidente, rispondendo a una domanda dei giornalisti a margine dell’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Perugia: «Dà le dimissioni da consigliere regionale – ha detto – continua a fare l’assessore e andiamo avanti che abbiamo molto da fare».

In aula oltre a Melasecche, a depositare le dimissioni è stata anche la vicepresidente dell’assemblea Simona Meloni nell’ambito del riassetto degli equilibri interni al gruppo Pd. E così gli occhi sono puntati sulla seduta della settimana prossima: il 16 novembre infatti l’altotiberina Puletti farà il suo esordio in aula, in una seduta durante la quale si sbrigheranno le formalità di rito connesse al subentro. Subito dopo in programma c’è il voto per i due vicepresidenti dell’assemblea: Meloni, nuovo capogruppo del Pd al posto del segretario regionale Tommaso Bori, ha lasciato il posto a Michele Bettarelli, mentre tra le fila della maggioranza bisognerà riconfermare Paola Fioroni; passaggio che, date le tensioni all’interno della Lega, non è scontato. Il piatto forte invece, ovvero il rinnovo dell’intero Ufficio di presidenza (compreso quindi Marco Squarta) arriverà il prossimo anno, quando la legislatura compirà il giro di boa di metà mandato.

Equilibri e tensioni Le dimissioni di Melasecche stoppano quindi il dibattito sul rimpasto. Donatella Tesei riesce a non toccare gli equilibri della giunta, mentre Caparvi ottiene l’ingresso di Puletti; insomma, i fuochi di artificio di Ferragosto nel giro di tre mesi si sono trasformati in una miccetta riguardante più che altro gli equilibri interni alla Lega che, con il suo segretario, ad agosto era arrivata a mettere in discussione la linea politica della giunta e quindi della presidente. Linea che non risulta mutata. L’addio di Melasecche avrebbe comportato automaticamente la richiesta di FdI di entrare in giunta, e in queste ore va registrata la tensione proveniente dal fronte di Eleonora Pace, presidente della Terza commissione e ‘candidata’ a un posto nell’esecutivo; una questione che Pace vuole porre sul tavolo dei vertici nazionali del partito e che dovrebbe essere discussa la prossima settimana nel corso di un coordinamento regionale all’insegna del grido «o in giunta o fuori dalla maggioranza».

VIDEO: QUANDO SALVINI HA AVVERTITO MELASECCHE LA PRIMA VOLTA

Caparvi A parlare mercoledì è anche Caparvi che, a proposito della gira, parla di «strada lunga ma giusta» e di scelte determinanti che hanno riguardato anche la composizione della giunta regionale, allo scopo di rendere il percorso amministrativo più trasparente possibile e all’altezza delle sfide che si pongono davanti. Con Luca Coletto assessore alla sanità ed Enrico Melasecche assessore alle infrastrutture e ai trasporti, abbiamo voluto operare fin dall’inizio delle scelte precise basate sulla competenza, sull’esperienza e sulle capacità».

Il rientro Il segretario poi osserva che per assicurare un governo stabile e all’altezza «era necessario che ognuno esercitasse le proprie forze al meglio e nel proprio ruolo. Allo stesso tempo era nostro dovere garantire l’autonomia e la rappresentatività del consiglio regionale, in quanto strumento di indirizzo e controllo sulle politiche regionali. Siamo contenti – dice – che l’assessore Enrico Melasecche, in piena unità d’intenti con i vertici nazionali e regionali della Lega Umbria, abbia fatto la scelta fondamentale di privilegiare il buon lavoro fin qui intrapreso e di contribuire a sviluppare in futuro, insieme al partito e alla presidente Tesei, delle proposte per il territorio sulla base degli impegni assunti e dei risultati concreti già ottenuti».

Bori Ad andare all’attacco sul caso Melasecche è il segretario del Pd Tommaso Bori: «È bene che i cittadini umbri sappiano – dice a proposito dell’ingresso in aula di Puletti – che la soluzione individuata da Matteo Salvini, insieme alla presidente Donatella Tesei, con cui tentano di chiudere una crisi di giunta che si protrae da agosto scorso, a causa delle liti interne alla Lega e dell’esplusione dell’assessore Melasecche, costerà alla collettività oltre 300 mila euro».

L’attacco «Sono mesi – continua – che la destra presta più attenzione e più tempo a collocare gli amici nei posti nevralgici di comando rispetto che a risolvere i problemi dei cittadini. Sarebbe stato meglio se i 300 mila euro spettanti al nuovo consigliere regionale e insieme agli aumenti di stipendio riconosciuti recentemente ai direttori di Regione e Agenzie, fossero stati più utilmente spesi per intervenire in uno dei tanti settori in sofferenza della Regione, a partire da sanità e servizi sociali. Ma, aumentare i costi e non far tornare i bilanci, è una tra le cose che riescono meglio alla Presidente Tesei, cosi come del resto ha già dimostrato in passato in veste di sindaco di Montefalco».

Melasecche silurato dalla Lega: «Mi dimetto da consigliere» Melasecche aveva parlato del caso martedì nel corso della trasmissione Nero su Bianco di Laurent De Bai, in onda su Umbria+ confermando quanto emerso nei giorni scorsi. «Rimarrò assessore fino alla fine del triennio, darò le dimissioni da consigliere regionale» ha detto al giornalista Laurent De Bai, sostenendo che «la presidente mi ha pregato in tutti i modi di continuare questo lavoro per portare a termine una serie di cose che stanno bollendo in pentola».

SALVINI DOPO IL SILURAMENTO DELL’ASSESSORE

«Quando? Dormo tranquillo» Melasecche ha poi rivendicato «il lavoro enorme svolto in questi due anni», mentre alla domanda precisa di De Bai sui tempi entro cui avrebbe presentato le dimissioni  ha risposto: «Vedremo, intanto stanotte dormo tranquillo. Sono molto sereno – ha proseguito – e sorridente. Abbiamo fatto un incontro martedì con la presidente e ho anche mandato un messaggio a Matteo Salvini. Abbiamo fatto un discorso di ampia soddisfazione non per me ma per il grandissimo lavoro che si sta portando avanti e in questo modo non si interrompe».

 

 

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.