di Daniele Bovi
Quarantasei minuti per tracciare quella che sarà «la road map», il percorso delle riforme «che dovremo seguire nei prossimi mesi». Un «pacchetto» che avrà anche lo scopo di «salvaguardare la rete dei servizi», non solo in materia di sanità, e di «rendere economicamente sostenibile il sistema regionale per i prossimi anni». Seguendo la traccia scritta inviata martedì pomeriggio ai consiglieri di palazzo Cesaroni la presidente della Regione, Catiuscia Marini, mercoledì mattina ha dato il la alla seduta sulle riforme. Una riunione monotematica interamente dedicata alla discussione politica che arriva dopo le fibrillazioni dei mesi scorsi con un centrodestra, dopo il caso Goracci, che si era sistemato sull’Aventino, e un centrosinistra che per riaprire il dialogo aveva chiesto alla giunta un documento preciso sulle riforme per impostare la discussione in Aula.
La peggior crisi dal Dopoguerra Proprio seguendo quel documento la presidente ha messo sul tavolo quelle che sono le priorità dell’esecutivo, dalla sanità alle agenzie passando per il welfare, senza aggiungere nulla di nuovo rispetto a quanto noto. Provvedimenti che si devono muovere per forza di cose in un contesto fatto di «emergenza economica, occupazionale e di recessione che attarversa l’Europa come la nostra regione. Questa legislatura coinciderà con una fase di crisi e recessione che i nostri Paesi non hanno mai conosciuto dal Dopoguerra a oggi». Tutto ciò senza dimenticare «le minori risorse che avremo a disposizione a causa delle manovre finanziarie dei governi che si sono succeduti».
LA DIRETTA DEL CONSIGLIO DI QUESTA MATTINA
Sanità Il piatto più importante è ovviamente quello della sanità, che dovrà fare a meno da qui al 2014 di circa 140 milioni di euro: «Questo – ha detto la presidente – impone un nuovo modello già nel 2012, attraverso la rimodulazione degli ambiti territoriali, delle Aziende Usl e una ridefinizione della mission delle Aziende ospedaliere». Il rischio da evitare è quello «che la sanità pubblica così come l’abbiamo conosciuta – ha detto ancora -, con i suoi caratteri di accessibilità e universalità, possa diventare un modello meno universale dove sempre di più viene chiesto il concorso alla fiscalità generale e ai cittadini. Sarà una sfida impegnativa».
IL DIBATTITO IN AULA: PDL E UDC APRONO
Agenzie regionali Altrettanto «centrale» è il riassetto delle agenzie regionali. L’Apt verrà sciolta e incorporata dentro Sviluppumbria che diventerà «lo strumento unico per lo sviluppo. Ora il Consiglio e noi dovremo lavorare sui nuovi obiettivi che a Sviluppumbria vogliamo assegnare». Oltre allo sviluppo, la nuova agenzia unica si dovrà occupare di servizi alle imprese e gestione degli assett partecipati dalla Regione come l’aeroporto o le piastre logistiche. Gepafin, come noto, «diventerà – ha detto la Marini – un intermediario finanziario vigilato da Bankitalia e ciò permetterà un aumento dello stock di garanzie per le imprese. Dobbiamo rilanciarne l’operatività per accrescere le garanzie prestate». In un passaggio della sua relazione così la presidente tiene a sottolineare, rivolgendosi alle forze economiche e sociali, che «pensare alle riforme istituzionali non significa dimenticare la ripresa economica».
L’Agenzia digitale L’intervento della Marini si è poi concentrato sul comparto informativo regionale (Webred e non solo). Qui il progetto è quello di creare un unico soggetto partecipato dalla Regione che si occupi di programmazione e organizzazione dei servizi a disposizione della pubblica amministrazione. «Al mercato – ha detto la Marini – lasceremo la parte connessa alla fornitura del sistema e delle reti». Nella seduta di martedì poi la giunta ha pre-adottato il provvedimento che abolisce gli Ati e costituisce quelli unici che si occuperanno di acqua e rifiuti. Su welfare e inclusione sociale, «capitoli che scontano il quasi azzeramento delle risorse», la Marini ha spiegato che è in corso di progettazione il nuovo sistema di accreditamento delle coop e che occorerà «mettere in rete associazioni, cooperazione e sistema scolastico e produttivo».
Province da abolire? Grande è invece la confusione per quanto riguarda l’assetto istituzionale. Entro dicembre, secondo quanto stabilito dal Governo, le Regioni dovranno provvedere a riordinare i rispettivi sistemi data l’abolizione delle Province decisa da Roma. Parallelamente però il Senato sta discutendo la Carta delle autonomie che è in parziale contrasto con quanto sopra. «Non c’è chiarezza sul quadro normativo – ha detto la presidente –: entro la pausa estiva dovremo avere indirizzi chiari sul futuro del sistema Umbria». Da ultimo la presidente chiede al Consiglio una seduta analoga a quella sulle riforme dedicata però alle politiche di coesione e ai fondi strutturali europei 2007-2013: «Qui – ha detto – ci sono risorse strategiche per finanziare le politiche di sviluppo locale. E’ un tema di grande interesse anche per le forze economiche e sociali».



