La presidente questa mattina nel corso della conferenza stampa

di Daniele Bovi

Il 2011 della presidente Catiuscia Marini e della maggioranza che la sostiene si è chiuso nel modo più turbolento possibile, con il centrosinistra che va a sbattere contro un muro rappresentato da una mera modifica tecnica alla legge che stabilisce i nuovi criteri di nomina dei primari e dei direttori sanitari. In attesa del chiarimento con i capigruppo fissato per il 28 la Marini nel corso della tradizionale conferenza stampa di fine anno manda messaggi chiari rivolti a Idv e Rifondazione: «Nessuno – dice – è obbligato a stare in una maggioranza, ma una maggioranza per governare l’Umbria ci sarà sempre».

Messaggi chiari Se la presidente si riferisce al mollare Idv e Rifondazione, per aprire all’Udc di Ronconi e Monacelli, oppure se la seconda parte della frase significhi che tutto rientrerà, non è chiaro. Nel frattempo Marini spiega di «non sottovalutare» i segnali arrivati dal consiglio, ammettendo però poi che sulle principali riforme la sua maggioranza in consiglio è stata compatta: «In 18 mesi – dice l’ex sindaco di Todi – abbiamo approvato la riforma dell’Ater, quella endoregionale, l’azienda unica della mobilità e abbiamo affrontato numerose manovre governative».

L’Idv replica Capita l’aria che tira Oliviero Dottorini e Paolo Brutti mandano segnali di pace e chiariscono qualche punto: «Il nostro dissenso – scrivono – si è manifestato su due punti sicuramente importanti, ma molto specifici». Ovvero l’abolizione dei vitalizi da subito e non differita e la proposta di modifica tecnica di cui sopra: «La cosa – precisano Brutti e Dottorini – poteva essere risolta se Pd e Psi non si fossero astenuti su un ordine del giorno integrato e sostenuto dallo stesso capogruppo socialista Buconi e inizialmente dichiarato accettabile da tutta la maggioranza, Pd compreso».

ABOLIZIONE PROVINCE, GUASTICCHI: REGIONE FACCIA RICORSO PER INCOSTITUZIONALITA’

Montesquieu E poi arriva Montesquieu: «Per quanto attiene le cosiddette incongruenze tra decisioni della giunta e posizioni espresse in consiglio, non c’è bisogno di scomodare Montesquieu per ribadire che gli organi esecutivi sono distinti da quelli legislativi e che l’aula ha il diritto e perfino il dovere di emendare i provvedimenti presi dalla giunta». In ultima analisi «l’Idv non ravvisa, in Umbria, nessun tentativo di accordo tecnico emergenziale tra Pd e Pdl, anzi consiglia caldamente la presidente di non ascoltare le sirene dell’opposizione, come Ronconi, che la invitano ad avventurarsi su questo percorso».

Economia e servizi Nel mentre si attende di capire, il 28, se le nubi si diraderanno o meno una cosa è certa: «Questi distinguo – spiega la presidente – non saranno più tollerati, alimentano diatribe che poco hanno a che vedere con l’agenda politica di questa fase». Agenda che sarà caratterizzata, per quanto riguarda il 2012, da due priorità: «Sostegno all’economia regionale e mantenimento dello stesso livello di servizi». Nella riunione di giunta è stato pre-adottato il Dap 2012 che il 29 sarà presentato al tavolo dell’Alleanza per lo Sviluppo. Poi, in gennaio, sarà presentato il disegno di legge sul riordino della sanità del quale nelle settimane scorse si è lungamente dibattuto e, nel complesso, si proseguirà sul sentiero delle riforme per «diminuire la spesa pubblica allo scopo di recuperare risorse da destinare allo sviluppo. Siamo chiamati ad assumere decisioni e misure a sostegno del sistema economico e produttivo umbro, mentre i dati sull’export ci incoraggiano su questa strada a sostegno delle imprese. Nello stesso tempo va rilanciata l’occupazione».

La difesa della concertazione In vista del tavolo dell’Alleanza per lo sviluppo la presidente difende il modello concertativo: «E’ un modello che specie in un periodo di crisi come questo – dice – andrebbe non solo mantenuto ma anche rafforzato. Servirebbe anche a livello nazionale. Ha fatto bene l’Umbria negli anni ad andare controcorrente nel mantenere alto un livello di concertazione che sembrava fuori moda. Invece – conclude – grazie alla concertazione abbiamo individuato le priorità per allocare le risorse e programmare dunque lo sviluppo»

La stilettata a Guasticchi In conclusione Marini rifila una stilettata assai polemica nei confronti di Marco Vinicio Guasticchi, presidente della provincia di Perugia, che in una conferenza stampa ha spiegato che «visto che ci vogliono chiudere, d’ora in poi faremo le leggi». «Dall’isola Polvese – dice la presidente – ho visto salire nebbie e fumi, gli organi deputati a fare le leggi sono il parlamento e il consiglio regionale. In questo ci sentiamo garantiti dal presidente della Repubblica e non certo da altri presidenti».

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