Salva per il momento la Provincia di Terni

di Ivano Porfiri

La Provincia di Terni è salva, almeno per ora. Non sarà abolita (salvo nuove sorprese) dalla manovra al vaglio del Parlamento. Salvi anche i micro Comuni. L’accordo raggiunto fra Pdl e Lega ad Arcore stralcia la soppressione delle province con meno di 300 mila abitanti e lascia i consigli comunali (senza compensi) ai centri con meno di mille anime. In mattinata sulle modifiche alla manovra la presidente della Regione Catiuscia Marini aveva incontrato i parlamentari umbri.

Province a babbo morto? Le famiglie vengono soppresse tutte. E’ quanto scaturisce dalla bozza di emendamento che la maggioranza presenta dopo il lungo verttice Berlusconi-Tremonti-Lega a Villa San Martino. Sì, solo che spariranno se e quando verrà approvato un disegno di legge costituzionale che dimezzerà anche il numero dei parlamentari. Doppia lettura parlamentare ed eventuale referendum confermativo. Come diceva Totò, insomma, la riforma (auspicata anche da Umbria24.it) rischia di slittare a… babbo morto. Salve per il momento le circa 30 province con meno di 300 mila abitanti e meno di 3ooo km quadrati, tra cui Terni, destinate fino a ieri a sparire dalla prossima legislatura.

Micro comuni ok ma gratis Niente cancellazione neanche per i piccoli comuni (sotto i mille abitanti): non si salverà solo il sindaco, ma resteranno anche i consigli comunali. Solo che, a quanto pare, gli eletti dovranno svolgere il loro compito per puro spirito civico ovvero gratis. In compenso resterà l’obbligo di accorpare i servizi a partire dal 2013.

I sacrifici ai soliti noti, bastonata alle coop Restano pressoché invariati, invece, i sacrifici chiesti agli enti locali in termini di tagli: riduzione solo di due miliardi. Sull’Iva è passata la linea Tremonti: rinviare l’aumento dell’aliquota alla delega fiscale. Per reperire le risorse necesserie a compensare l’eliminazione della tassa di solidarietà – rimasta solo per i parlamentari (gettito ridicolo) – Pdl e Lega hanno quindi trovato un’altra strada che passa per nuove misure fiscali finalizzate a eliminare l’abuso di intestazioni e interposizioni patrimoniali elusive nonché la riduzione delle misure di vantaggio fiscale alle coop. Sul capitolo pensioni compromesso trovato «nel mantenimento dell’attuale regime previdenziale già previsto per coloro che abbiano maturato quarant’anni di contributi con esclusione dei periodi relativi al percorso di laurea e al servizio militare che rimangono comunque utili ai fini del calcolo della pensione». Le pensioni verranno quindi calcolate in base agli effettivi anni di lavoro.

Consigli riuniti a Terni Sul caso Provincia di Terni l’Umbria si è intanto mobilitata con i Consigli di Provincia e Comune riuniti a Palazzo Bazzani in seduta comune straordinaria che hanno approvato un ordine del giorno con il quale chiedono ai parlamentari eletti nella circoscrizione umbra di lavorare in sede di dibattito parlamentare per stralciare gli articoli 15 e 16 del decreto 138. Intervento, però, a questo punto inutile. «Evitando così che l’Umbria – si leggeva in una nota – sia l’unico caso in Italia in cui, nonostante la coerenza ai parametri imposti nel provvedimento, viene soppressa una delle due province con grave danno alla tenuta del sistema amministrativo locale e regionale». L’ordine del giorno chiede inoltre alla classe dirigente umbra, di lavorare insieme e in tempi serrati con il coinvolgimento dei territori, dei cittadini, di tutti i soggetti sociali e associativi dell’Umbria. «Un lavoro che – secondo il documento – deve portare ad una nuova Regione, più forte nel confronto esterno e più equilibrata in termini di poteri e decisioni al suo interno. Un processo che deve incardinare senza equivoci, attraverso una organica riforma endoregionale, sui livelli elettivi la generalità delle competenze e delle funzioni amministrative. Una riforma a cui giungere in tempi rapidi, con lo scopo di perseguire consistenti obiettivi di finanza pubblica, di razionalizzazione e semplificazione burocratica, rafforzando la funzione legislativa e di programmazione regionale e il superamento di tutti quegli enti di livello intermedio noti come doppioni rispetto a quelli elettivi». Viene chiesto poi all’Anci, all’Upi, alla Regione e al Consiglio regionale, di lavorare di concerto per individuare, in coerenza alla riforma endoregionale auspicata dimensioni adeguate nell’esercizio delle funzioni amministrative degli enti locali che per ragioni storiche, strutturali e dimensionali non consentono attualmente di raggiungerle a scapito dell’efficacia amministrativa e in prospettiva della forza stessa dell’idea di Umbria. Sindaco di Terni e presidente della Provincia vengono invece sollecitati a impegnarsi in tutte le sedi per il raggiungimento degli obiettivi.

Costituente dell’Umbria «Oggi è un primo passo verso la fase costituente dell’Umbria – ha detto la Marini – rischiavamo di rappresentare un caso di anomalia istituzionale per la coincidenza che ci sarebbe stata tra la Regione e l’unica Provincia. Noi invece vogliamo aprire un confronto con il governo centrale perche’ abbiamo le carte in regola per farlo». La presidente ha quindi annunciato che a inizio settembre andrà in Consiglio regionale la proposta di riforma e semplificazione istituzionale dell’Umbria. I due Consigli giudicano infine «positivo il rinnovato spirito costituzionale emerso in queste ore a livello parlamentare con il quale si individua una commissione ad hoc quale sede appropriata in cui ridiscutere la massa critica minima per l’esercizio delle funzioni amministrative degli enti locali». Ritengono inoltre che «per l’Umbria sia necessario che tutte le competenze e funzioni amministrative generali siano trasferite ai Comuni e quelle di area vasta alle Province. Province che, come enti intermedi, devono veder ricomprese tutte quelle funzioni gestionali riconducibili ad una dimensione non adeguata al livello comunale con il conseguente superamento di tutti gli enti non soggetti al controllo elettivo diretto dei cittadini». Alla seduta, oltre al presidente della Provincia Feliciano Polli e il sindaco di Terni Leopoldo di Girolamo, hanno partecipato i parlamentari umbri (Spadoni Urbani, Agostini, Sereni, Bocci, Asciutti, Benedetti Valentini, Girlanda, Speciale, Rossi, Laffranco, Trappolino, Fioroni, Verini), la presidente della Regione Catiuscia Marini, l’assessore regionale Gianluca Rossi, il presidente del Consiglio regionale Eros Brega, i consiglieri De Sio, Stufara, Buconi e Nevi, i sindaci dei Comuni del territorio provinciale, i presidenti delle categorie economiche e i rappresentanti sindacali.

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