Il consiglio regionale

Non ci stanno i politici delle Regioni italiane e vedersi tagliate così drasticamente le poltrone, come stabilito nell’ultima manovra e allora pensano a un ricorso. Lo hanno spiegato oggi il presidente del consiglio regionale, Eros Brega, e l’assessore Gianluca Rossi alla Commissione Statuto dell’Assemblea regionale.

Il taglio La manovra finanziaria licenziata dal Parlamento ha varato (attraverso il Decreto legge 138 del 2011, convertito in legge numero 148 del 14 settembre scorso) alcuni provvedimenti in materia di riduzione dei costi della politica e, segnatamente, di abolizione dei vitalizi per i consiglieri regionali e di riduzione del numero di consiglieri ed assessori nelle Regioni italiane.

Brega Il presidente del Consiglio regionale, Eros Brega, ha riferito sugli incontri tenutisi a livello nazionale su questo argomento fra tutti i presidenti delle Assemblee italiane: «Sia la Conferenza dei presidenti del Consiglio che quella delle giunte regionali – ha detto –  stanno valutando un possibile ricorso sulla norma relativa alla diminuzione del numero dei consiglieri. Entro la fine della legislatura arriveremo ad una riforma condivisa, mentre sull’abolizione dei vitalizi siamo tutti d’accordo e in Umbria, tra le più virtuose in tema di costi della politica  ci vogliamo arrivare entro la fine dell’anno».

Rossi Anche l’assessore regionale Gianluca Rossi partecipa, a livello nazionale, alle riunioni degli Esecutivi italiani, ed ha informato la Commissione che «la Conferenza delle Regioni non è pregiudizialmente contraria alla riduzione del numero dei consiglieri e degli assessori, ma non fino ai limiti di venti consiglieri e di soli 4 assessori», misura prevista per le regioni con meno di un milione di abitanti, perché «inevitabilmente – ha spiegato – finirebbero per contare molto meno rispetto a regioni con ottanta o più consiglieri».

Smacchi Il presidente della Commissione Statuto, Andrea Smacchi, ha sottolineato che «è iniziato un percorso sugli adempimenti previsti dalla riforma governativa per cercare la via migliore e più sostenibile anche dalle regioni più piccole, pur nella necessità di dare risposte concrete, mentre l’abolizione dei vitalizi è ormai stabilita, per tutte le regioni italiane, a partire dal 2015».

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