di Iv. Por.
I sindaci dell’Umbria hanno protestato questa mattina contro la manovra economica, con un presidio davanti alla prefettura di Perugia, in piazza Italia. Una delegazione, con in testa il presidente dell’Anci Boccali, è poi stata ricevuta dai prefetti di Perugia e Terni.
Il presidio Una cinquantina di primi cittadini (92 i comuni totali della regione), con tanto di fascia tricolore, hanno sostato sotto il palazzo del governo. Tra di loro i sindaci di Terni, Leopoldo Di Girolamo, e Perugia Wladimiro Boccali, presente anche in veste di presidente dell’Anci regionale. «Una presenza dei sindaci in piazza è inusuale – ha detto Boccali – ma abbiamo scelto questo tipo di manifestazione eclatante per dimostrare tutto il nostro disagio di fronte a una manovra inefficace rispetto ai problemi di questo paese. I comuni in un triennio hanno perso tra il 40 e il 45 per cento dei trasferimenti dallo Stato, il che si traduce in tagli ai servizi ai cittadini: questo non è più sostenibile. Per questo come enti locali siamo pronti anche a ricorrere alla corte costituzionale». Stessi toni da Di Girolamo, il quale ha sottolineato come «a Terni abbiamo calcolato una decurtazione del 46 per cento in tre anni: anche se aumentassimo tutte le aliquote locali non riusciremmo a fare fronte a una riduzione dei trasferimenti così forte».
Delegazione dai prefetti Al termine del presidio una delegazione, con Boccali in testa, è stata ricevuta dai due prefetti di Perugia, Enrico Laudanna, e di Terni, Augusto Salustri. Ai rappresentanti del governo sul territorio la delegazione ha consegnato il documento elaborato da Conferenza delle Regioni, Upi e Anci che definisce la manovra «insostenibile» per gli enti locali. In particolare, i sindaci presenti hanno sottolineato l’impatto dei paventati tagli sulle politiche sociali dei comuni e sul funzionamento di molti servizi rivolti alla popolazione, aggravati anche dalle modifiche previste per i vincoli imposti dal patto di stabilità. I prefetti di Perugia e Terni – come riporta una nota congiunta – hanno ascoltato «con attenzione, in spirito di leale collaborazione, le argomentazioni dei sindaci, su cui riferiranno a livello centrale».
Protesta della Cgil Intanto non si ferma la mobilitazione della Cgil contro la manovra economica del Governo, «ulteriormente peggiorata – secondo il sindacato -dopo gli ultimi interventi contenuti nel maxiemendamento (in particolare sull’Iva e sull’età pensionabile delle donne) e gravata dalla fiducia che strozza la possibilità di confronto in Parlamento». Mercoledì 7 settembre, dalle 18, poco prima del voto previsto in Senato sul provvedimento, la Cgil di Perugia organizza un presidio davanti alla prefettura di Perugia in piazza Italia e invita lavoratrici, lavoratori, pensionate e pensionati, giovani e studenti a manifestare nuovamente la loro contrarietà alle scelte inique e sbagliate dela Governo.

