«Nominerò un sottosegretario con l’incarico di gestire il coordinamento dell’emergenza terremoto in tutta Italia e anche la ricostruzione». A dirlo è stato stato il vicepremier Luigi Di Maio nell’ultimo libro di Bruno Vespa Rivoluzione. Uomini e retroscena della Terza Repubblica in uscita il 7 novembre.
Qui c’è l’annuncio del nuovo incarico di governo che sarà chiamato «a coordinare i diversi commissari che stanno operando qui e là», tra questi anche il neo commissario per la ricostruzione del Centro Italia colpito dal sisma, Piero Farabollini, che in un’intervista a la Repubblica ha ribadito di «voler passare il più in fretta possibile dalle parole ai fatti riducendo al minimo la distanza tra fase di ascolto e attuazione dei progetti. I sindaci – ha detto – vogliono essere più coinvolti e penso sia una richiesta giusta: nessuno meglio di loro conosce le esigenze e i problemi che variano da zona a zona. Proprio come la geologia di questi luoghi. Tra commissario e istituzioni regionali e locali deve esserci maggiore sinergia». Mano tesa verso i territori, dunque, dopo il Decreto Genova con cui sono stati di fatto declassati i quattro presidenti delle regioni terremotate nella parte in cui per la definizione delle ordinanze commissariali non serve più la «previa intesa» coi governatori, che ora devono essere solo «sentiti».
