La presidente Marini (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Un primo incontro, una prima chiacchierata informale da tenere a Perugia. Probabilmente un pranzo, tra giovedì e sabato della prossima settimana, dove la pietanza principale sarà la macroregione, l’idea lanciata dal presidente della Toscana Enrico Rossi giorni fa. Con lui al tavolo ci saranno Catiuscia Marini, presidente dell’Umbria, e quello delle Marche Luca Ceriscioli. Ad annunciare l’incontro è stata la stessa Marini intervenendo, lunedì a tarda notte, alla fine della Direzione regionale Pd convocata per parlare di riforme istituzionali e rifiuti. «Ci incontreremo a Perugia – ha detto – per parlare di macroregione, per capire come si può stare insieme e come sui servizi si possono sperimentare forme di integrazione». Insomma, un primo giro di opinioni.

La proposta A lanciare la proposta giorni fa, come accennato, era stato proprio Rossi in una lettera al Corriere Fiorentino nella quale prospetta una fusione delle tre regioni della cosiddetta «Italia di mezzo». Nella sua lunga lettera Rossi parla di una macroregione «già in nuce nella storia d’Italia», di una «comunanza di arte e paesaggio», di un territorio «attraversato da fenomeni simili pur dentro la crisi». «Crediamo – ha detto poi Rossi tornando qualche ora fa sull’argomento – che l’Italia di mezzo dovrebbe costituirsi in una regione unica e pesare di più in Europa. In Europa noi incontriamo regioni di grande peso, mentre noi andiamo alle discussioni europee malmessi. Se andiamo così sparpagliati alla fine contiamo poco nel dibattito in cui si fanno le grandi scelte».

Caratteri comuni «Ecco perché – aggiunge – mettere insieme la Toscana, l’Umbria e le Marche credo sia la mossa da fare, anche in rapporto ai cambiamenti con la riforma del titolo quinto della Costituzione. Poi ognuno resterà toscano, umbro e marchigiano». Secondo Rossi «queste Regioni hanno un paesaggio, un’agricoltura, caratteri culturali e sociali per tanti aspetti simili. Questa battaglia la faccio volentieri. Il mondo cambia e non si può star fermi, bisogna guardare al futuro forti del nostro passato».

Twitter @DanieleBovi

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3 replies on “Macroregione tra Umbria, Toscana e Marche, la prossima settimana a Perugia summit tra i presidenti”

  1. SPOLETO
    Ve prego….lasciatece fori, rimettetece nello stato pontificio o con l’Abruzzo…non lo so ma lasciateci fuori.
    Nelle mappe d’ITALIA dell’anno 1000 eravamo la seconda città dopo Roma e il Ducato di Spoleto uno dei territori più importanti d’Italia…..adesso siamo finiti ad essere niente, la periferia della periferia dell’Umbria.
    Va bene che abbiamo perso la guerra, ma Gloria ai vinti…no eh
    Se non altro per il turismo che potevamo portare a tutta l’Umbria….invece niente umiliati di continuo.
    Terni e Foligno nostre concorrenti per il titolo di capitale della Cultura, ma vi rendete conto?
    Niente Ferrovia
    Niente strade
    Niente Ospedale
    Niente di Niente….

  2. Caro sig. Alessio, con la Macroregione si potrebbero risparmiare tanti di quei soldoni con i quali basterebbero per “rifinianziare” la attuali strutture “fatiscenti” che tra Toscana-Umbria e Marche che sono sotto gli occhi di tutti.
    A patto che non “governino” i soliti o gli stessi di ora, che gli esuberi nullafacenti vengano allontanati.
    Le Ferrovie dovrebbero essere “veramente” liberalizzate; non come ora che non fanno altro che disincentivare il trasporto su gomma a discapito di quello su rotaia. Le strade dovrebbero essere gestite come in Austria o Germania, non come da noi che a parte gli stipendi dei dipendenti preposti alla manutenzione delle strade non interessa poco o nulla delle loro manutenzioni (e su come come vengono fatte le “manutenzioni”).
    Il turismo, se non per iniziativa privata, tranne in qualche raro caso, i “governatori” si “spendono” solo quando devo apparire per “autocelebrarsi” in qualche “evento o opera” da inaugurare.
    Come vede si può, sopratutto, si deve far meglio in quest’area che è senza dubbio una delle zone più belle interessanti d’Italia.

    P.S. Mi scusi, cosa c’entra l’Abbruzzo, se proprio vogliam parlare di ducati: meglio con il Granducato di Toscana, il Ducato di Spoleto, il Ducato di Urbino, al …Regno di Napoli

    Cordiali saluti

  3. La presidente si dovrebbe interessare anche e urgentemente ai problemi delle strutture estralberghiere che a causa di una legge regionale assurda si stanno trovando la guardia di finanza in casa alla ricerca di presunti evasori i.v.a così tanto per dire,si parla di migliaia di strutture

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