Le tre regioni dell'Italia di mezzo

di Iv. Por.

Il percorso sulla prospettiva della macroregione Umbria-Toscana-Marche passerà per i rispettivi consigli regionali, oltre che per un dibattito con le categorie economiche e sociali. Lo hanno annunciato i tre presidenti, nel corso dell’incontro di sabato scorso a Perugia. Tutto ciò subito dopo le feste natalizie, ma le prese di posizione sono già iniziate. Umbria24 ha raccolto le posizioni dei sindaci di alcuni tra i principali Comuni dell’Umbria. Ma anche i consiglieri regionali cominciano a farsi avanti.

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Ricci: «No annessioni» Secondo il portavoce del centrodestra e delle liste civiche Claudio Ricci, «sulle macroregioni occorre aprire una riflessione in Assemblea legislativa, con una seduta aperta a cittadini e componenti socio economiche e culturali dell’Umbria». Ricci ricorda di aver presentato («da diverse settimane»), insieme ai consiglieri Emanuele Fiorini e Valerio Mancini (Lega Nord), Raffaele Nevi (Forza Italia), Marco Squarta (Fratelli d’Italia) e Sergio De Vincenzi (Ricci presidente) una mozione in cui veniva espressa «contrarietà alla macro Regione che prevedeva l’annessione dell’Umbria alla Toscana».

Resti baricentro «Nella stessa mozione – aggiunge Ricci – si evidenziava, però, l’esigenza di una approfondita riflessione, senza escludere la possibilità di valutare la congiungente dei ‘due mari’ raccordando Toscana, Umbria, Marche e settori del Lazio, in modo da lasciare l’Umbria al baricentro istituzionale della prospettata macro Regione, traguardando per tali enti una futuro da “agenzie di raccordo fra Unione Europea e Stato». Per Ricci, però, «la riflessione sulle future macro Regioni necessità di un coinvolgimento dei cittadini e delle categorie socio economiche e culturali dell’Umbria, nonché delle Assemblee legislative: per questo – spiega – è opportuno che la mozione del centro destra e liste civiche sia discussa in tempi rapidi, allargando la partecipazione a tutte le principali componenti dell’Umbria. È un fatto così importante – conclude -, che probabilmente si determinerà nei prossimi 5/10 anni, e che necessita di una riflessione molto ampia».

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Guasticchi: «No protettorato» Contro una presunta annessione alla Toscana anche l’ex presidente della Provincia di Perugia, Marco Vinicio Guasticchi. «Il tema delle macroregioni – verga su una nota stampa – non mi appassiona, tantomeno l’idea che l’Umbria diventi una sorta di protettorato della Toscana, per di più in una situazione in cui, con la chiusura delle Province, il nostro territorio rischia di sprofondare in un isolamento totale». Secondo Guasticchi è da preferire un modello «che metta in sinergia tra regioni limitrofe le funzioni e le strategie su settori strategici come sanità, viabilità, sociale, ambiente, infrastrutture, mantenendo una rappresentatività regionale che consenta una vicinanza tra istituzioni e cittadini».

Integrità territoriale Guasticchi aggiunge poi che nell’ipotesi dell’aggregazione con la Toscana «il territorio umbro sarebbe lontano 200 chilometri dal futuro nuovo capoluogo di regione. Quindi agli entusiasti dell’ultim’ora vorrei ricordare che l’Umbria perderebbe tutti gli uffici decentrati del governo (tribunali, questure, prefetture, direzioni generali e centri decisionali pubblici e privati). Noi non possiamo subire scelte sopra la nostra testa o decisioni che coinvolgono quasi un milione di persone prese dall’alto, o per interessi di pochi. L’Umbria – conclude – deve mantenere una propria integrità territoriale. Sicuramente i pochi risparmi non compenserebbero gli enormi svantaggi che potremmo affrontare».

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One reply on “Macroregione, centrodestra e Guasticchi: «No annessione dell’Umbria alla Toscana»”

  1. O si tolgono le province o si tolgono le Regioni….non si possono togliere entrambe…Altrimenti che gliene frega ai Toscani di fare qualcosa per gli Umbri anche se non li votano?
    Vista la frammentarietà dell’0Italia in generale dove si parla un dialetto ogni 30 km.
    aveva più senso mantenere le province ed eliminare la Regioni non il contrario

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