di Daniele Bovi
«Un cambiamento radicale non solo nell’indirizzo politico ma anche per quanto riguarda la governance». Nel suo primo giorno di lavoro a Palazzo Donini è questo l’impegno che la neo presidente della Regione, Stefania Proietti, ha preso a nome suo e della coalizione che l’ha sostenuta. Accanto a lei per la sua prima conferenza stampa nel palazzo della giunta ci sono i segretari dei partiti e, in sala, tutti gli eletti e tanti rappresentanti della coalizione. Quel Patto avanti incontrato in mattinata dopo il rapido passaggio di consegne avvenuto con Donatella Tesei (in pubblico niente strette di mano o photo opportunity per volere dell’ex presidente).
FOTOGALLERY – IL PRIMO GIORNO DI PROIETTI A PALAZZO
Voltare pagina «Ringrazio Tesei – ha detto Proietti – abbiamo avuto un lungo e cordiale dialogo». Ora però si punta a voltare pagina: «La campagna elettorale è finita – ha detto la neo presidente – e non facciamo critiche ma ci è stato chiesto un cambiamento radicale a tutti i livelli. Le competenze guideranno le nostre scelte e dobbiamo anche essere veloci: velocità che chiediamo anche alla struttura». La mattinata dopo l’incontro con Tesei è proseguita con una visita agli uffici di Palazzo Donini, e altre ne seguiranno i prossimi giorni nelle altre strutture: «Abbiamo l’ambizione di essere una grande famiglia che lavora per le famiglie umbre, costruiremo questo clima».
VIDEO – PROIETTI: «SAREMO UN NOI, FIDUCIA CI EMOZIONA»
Gli astenuti In mezzo molti concetti di rito come la promessa di essere la presidente di tutti (invito rivolto anche ai consiglieri), la «mano tesa» verso la minoranza, la richiesta di non essere lasciata sola, il programma elettorale come faro e così via. E a proposito di programma, Proietti vista l’astensione ha voluto aggiungere un punto in più: «Bisogna lavorare per riportare al voto gli elettori che non l’hanno fatto. Come? Dovranno scoprire quanto la regione incide su temi come sanità, trasporti, enti locali, scuole, formazione, lavoro, imprese e così via». E per “aprire” le porte dell’ente questa settimana partirà una prima diretta sui social, anche per avvicinare i più giovani.
VIDEO – IL PASSAGGIO DI CONSEGNE TESEI-PROIETTI
I numeri della sanità Al primo posto del programma c’è però «la sanità pubblica» e su questo fronte la presidente ha fatto capire di volerci vedere chiaro. Da giorni ormai nei palazzi della Regione si fa un gran parlare a proposito del reale stato di salute dei conti della sanità, con annessi timori. E così l’obiettivo di Proietti è quello di portare avanti una «preliminare azione di verifica tecnica» sulla situazione finanziaria, da affidare a tecnici indipendenti per una «operazione verità, non di parte» i cui risultati potrebbero arrivare già prima della nuova giunta. La stessa verifica Proietti la vuole anche per il reale numero delle prestazioni arretrate, dato l’impegno di abbattere in tempi rapidissimi le liste d’attesa. Nel complesso, l’«operazione verità» sarà allargata anche ai fondi della programmazione UE.
LA GALASSIA DELLE PARTECIPATE: NOMI E SCADENZE
La giunta Eventuali sorprese nei conti potrebbero complicare i piani della giunta? «Noi – ha assicurato Proietti rispondendo ai giornalisti – siamo confidenti che molto c’è da fare sulla gestione, e moltissimo si può fare ottimizzandola anche relativamente agli accessi impropri; la riduzione delle liste può avvenire anche attraverso la gestione delle risorse interne». Accanto a Proietti ci sono il segretario del Pd Tommaso Bori e il coordinatore regionale del M5S Thomas De Luca, cioè due dei probabili assessori di una giunta che – visti i nomi e i profili che circolano – potrebbe essere molto politica. Rispondendo alla stampa la presidente ha assicurato che l’esecutivo sarà varato prima di Natale, mentre nelle prossime ore comincerà a ragionare con il leghista Enrico Melasecche, cioè con il consigliere anziano che presiederà la prima riunione della nuova consiliatura. Lo schema della giunta dovrebbe rimanere quello emerso dopo il voto: due assessori al Pd – con Simona Meloni in pole – più la presidenza del consiglio (Francesco De Rebotti?) e un assessorato a testa a M5S, Avs (Federico Santi o Stefano Mingarelli?) e Umbria domani (Bianca Maria Tagliaferri?).
IL CONTRAPPASSO DELLA DESTRA UMBRA
Le lettere Interessante sarà capire anche come le deleghe potrebbero essere riorganizzate. Quanto alle partecipate, alle quali già puntano in parecchi, Proietti si prenderà tutti i 45 giorni previsti per decidere e per pubblicare gli avvisi. Lunedì sulla scrivania la presidente oltre al programma elettorale e a una copia della Costituzione aveva già pronto un corposo pacchetto di lettere da inviare alla premier Giorgia Meloni e ai ministri. «A Meloni – ha detto con un gioco di parole – chiederò un incontro immediato per ricentralizzare la centralità dell’Umbria, che non può essere solo il Cuore verde per la promozione ma perché lega Nord e Sud; ci sono due anni importanti per Giubileo e ottavo centenario della morte di San Francesco , ci dobbiamo mettere al lavoro con urgenza». A Salvini chiederà di parlare di infrastrutture e soprattutto di risorse: «Vogliamo immediatamente – ha detto – parlare di ferro, dei problemi dei pendolari e del potenziamento delle linee anche in vista di un 2025 che porterà milioni di persone in Umbria».
Le richieste E a proposito di trasporti, Proietti ha spiegato che vedrà a che punto è la contestata gara in quattro lotti per l’affidamento del trasporto su gomma e che una marcia indietro non è esclusa. Quanto al Nodo e al Nodino di Perugia, la presidente ha ricordato che non ci sono risorse stanziate e che la priorità ora è il raddoppio delle rampe. Al ministro Musumeci invece Proietti chiederà di parlare di cambiamento climatico, dissesto idrogeologico e delle condizioni del Trasimeno, mentre in settimana è previsto un incontro con il commissario per la ricostruzione post terremoto. Sul tavolo ovviamente anche il capitolo acciaierie: insieme ai ministri Urso e Pichetto Fratin Proietti vorrà discutere dell’accordo di programma – oggi al palo – e della possibilità di una deroga momentanea per le emissioni di Co2 in attesa di legare dal 2029 il polo idroelettrico alle acciaierie: «Per fare questo però – ha ricordato – serve il lavoro del governo». Una missiva è pronta anche per il ministro Giorgetti: «Ok il riparto del Fondo sanitario – ha spiegato Proietti – ma i soldi non bastano».
