Via libera della Camera alla legge sull’omofobia. Ma la maggioranza si spacca e il testo passa con i voti del Pd e di Sc, nonostante il no del Pdl. I sì sono stati 228, i no 57, le astensioni 108.
Verini «Il confronto in aula sulla legge contro l’omofobia e la transfobia è stato difficile ma ci ha fatto fare grandi passi in avanti rispetto alla scorsa legislatura: l’Italia può finalmente avere per la prima volta una norma efficace per contrastare la violenza che nasce dalle discriminazioni sessuali’». E’ quanto afferma Walter Verini, capogruppo Pd nella commissione Giustizia della Camera.
Alcuni particolari La buona notizia, è che si riesce dove si era fallito nella scorsa legislatura: si approva, almeno in prima lettura, una legge sull’omofobia. Nella speranza che non si areni al Senato. Il testo, su cui si arriva al voto dopo numerosi rinvii, introduce nel nostro ordinamento il reato di discriminazione e istigazione all’odio e alla violenza omofobica. E nella legge Mancino. Temperata, però, dalla previsione esplicita che «non costituiscono discriminazione la libera espressione di convincimenti o opinioni riconducibili al pluralismo delle idee», anche nel caso siano «assunte in organizzazioni» politiche, sindacali, culturali, religiose. E’ su questo emendamento ‘salva associazioni’, introdotto su iniziativa di Gregorio Gitti (Sc) e accettato dal Pd per avere il via libera al testo, che scoppia la protesta delle associazioni gay, nonché di Sel e M5S. La norma, secondo chi la sostiene, non intacca l’efficacia della legge nel punire violenza e anche reati come la diffamazione. Secondo gli oppositori, invece, annacqua non solo il reato di omofobia, ma tutta la legge Mancino.
In attesa del Senato «Si tratta di un risultato storico. Adesso auspichiamo che venga al più presto confermato dal voto al Senato – afferma Verini – per diventare legge dello Stato italiano. E’ stata inserita l’aggravante, così come già avviene nell’ambito della legge Mancino, per i reati che riguardano l’odio razziale, antisemita e antireligioso. Anche questo è un risultato di straordinario valore. Quanto alle preoccupazioni che in queste ore emergono da parte di alcune associazioni, io credo siano legittime, ma non fondate. Il nostro emendamento, infatti, punta a tutelare semplicemente la libertà di espressione ma solo dentro i confini del diritto vigente e dei principi e valori di rilevanza costituzionale. Quindi, penso che il voto della Camera possa davvero rappresentare una tappa di grande civiltà. Voglio ringraziare tutti coloro che hanno contribuito a questo risultato e, in particolare, Ivan Scalfarotto che ha svolto con coraggio e coerenza il suo ruolo di relatore».
