di Daniele Bovi
Una fumata quasi bianca e una grigia. Il centrosinistra che governa palazzo Donini si avvia a chiudere sui due dossier più importanti di questo ultimo scampolo di legislatura, ovvero la nuova legge elettorale e l’aggiornamento del Piano rifiuti. Proprio riguardo a quest’ultimo, come venuto fuori dalla riunione di maggioranza di martedì i capisaldi del documento saranno tre: l’addio definitivo al termovalorizzatore, giudicato troppo costoso e inadatto allo scenario attuale di una regione dove la produzione dei rifiuti scende mentre la differenziata sale; l’acceleratore pigiato proprio su quest’ultimo versante per arrivare a sfruttare il meno possibile le discariche e, da ultimo, la produzione del Css.
Css Un materiale che si ricaverebbe da quanto rimane della raccolta differenziata e che verrebbe prodotto in due piccoli impianti (uno a Terni e uno a Perugia) dal costo di 5 milioni di euro ognuno. Css che dalla normativa viene considerato una merce e non un rifiuto, e che quindi come tale dovrebbe essere venduto fuori dall’Umbria dato che nel Cuore verde non c’è l’intenzione di bruciarlo. Nonostante qualche resistenza da parte di Idv e Rifondazione, questo dovrebbe essere il pacchetto che a breve inizierà il suo percorso in giunta e poi in consiglio regionale per l’approvazione finale.
Legge elettorale Quanto alla legge elettorale invece, il colore grigio della fumata dipende essenzialmente dal travaglio interno al Pd che riguarda, in particolare, il nodo del numero di collegi. Gli alleati del Pd non disdegnano l’ipotesi di quello unico che non dispiace neppure a una parte del Pd perugino. Collegio unico che i detrattori vedono come una soluzione alle tante candidature che arriveranno dal capoluogo di regione. Dall’altra parte della barricata c’è invece il partito di Terni che vede in questa soluzione rischi per la rappresentanza di quest’area nel nuovo consiglio regionale che sarà composto da 20 consiglieri. Riguardo agli altri punti, dovrebbe essere inserita la doppia preferenza di genere, il turno unico e un premio di maggioranza variabile, per ottenere il quale servirà almeno il 40%.
La corsa Della legge si tornerà a discutere mercoledì nella riunione della commissione Statuto mentre nei partiti di fatto la corsa alla candidatura e la campagna elettorale sono già iniziate. Detto nei giorni scorsi di quanto accade in casa Pd, tra le fila dei socialisti i pesi massimi a Perugia sono almeno due: Silvano Rometti, attuale assessore all’Ambiente, ha tutta l’intenzione di ricandidarsi mentre all’altro capo di palazzo dei Priori è pronto Nilo Arcudi, che se eletto lascerebbe il posto in consiglio comunale a Giuliana Astarita.
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