Oggi sarebbe stato il compleanno di Laura Santi. Una data che torna a interpellare l’Umbria, e non solo, mentre a Roma il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo disegno di legge sui caregiver familiari. Una norma che, secondo l’assessore regionale che ha affidato ai social il proprio commento, «rischia di essere una legge beffa», perché destinata a raggiungere solo una quota minima delle persone che ogni giorno si fanno carico dell’assistenza a un familiare non autosufficiente.

Nel suo intervento l’assessore lega esplicitamente la discussione sulla legge alla vicenda di Laura Santi e di Stefano Massoli, ricordando come «Stefano ha assistito Laura con dedizione assoluta, senza orari, senza tutele, senza che quello sforzo venisse mai davvero riconosciuto dallo Stato». Un lavoro di cura che, sottolinea, «per anni è rimasto invisibile, come quello di migliaia di persone che tengono in piedi famiglie e fragilità complesse, spesso rinunciando a tutto il resto».

Il cuore della critica riguarda i contenuti del provvedimento approvato dal governo. La legge prevede un contributo economico fino a 400 euro al mese per i caregiver familiari conviventi che assistono un parente per almeno 91 ore settimanali. A questo requisito si aggiungono due soglie economiche molto rigide: un reddito personale annuo non superiore a 3.000 euro e un Isee familiare inferiore a 15.000 euro. «Di fatto – scrive l’assessore – si rivolge all’1-2% dei caregiver, estromettendo la stragrande maggioranza delle persone che, come Stefano, dedicano la propria vita all’assistenza del convivente».

Il riconoscimento formale del ruolo dei caregiver, atteso da anni, viene quindi giudicato insufficiente. «È un passo atteso da tempo – si legge nel post – perché finalmente riconosce il ruolo di chi si prende cura dei propri cari, ma la platea effettiva che potrà beneficiarne resta estremamente ristretta proprio a causa dei requisiti stringenti su reddito e Isee». Anche il valore economico dell’intervento viene ridimensionato: «Tradotto in termini pratici, per chi assiste oltre 91 ore alla settimana quel contributo equivale a poco più di un euro all’ora».

Da qui l’appello politico. «La sfida ora è andare avanti, migliorare i criteri di accesso, ampliare la platea e costruire una reale rete di supporto che valorizzi il lavoro di cura come parte integrante del welfare e della dignità delle famiglie». Un messaggio che, nel giorno del compleanno di Laura Santi, assume un significato simbolico ancora più forte. «Per Laura, per Stefano, per tutte le persone che si prendono cura degli altri senza chiedere nulla in cambio, se non di non essere lasciate sole», conclude l’assessore, chiudendo con un saluto che è anche un impegno: «Buon compleanno Laura. Continueremo a lottare, insieme».

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