di Chiara Fabrizi

«Nel 2025 in Umbria registrati i valori di Pm10 più bassi degli ultimi anni», ma c’è «un lieve peggioramento» per i livelli di Ozono (O3). Lo segnala Arpa che nei giorni scorsi ha pubblicato un bilancio preliminare, che è tale perché i dati non in attesa di validazione, dei monitoraggi compiuti lo scorso anno dalla Rete di controllo. In base al documento, c’è il disco verde anche per le Pm2,5 e il Biossido di azoto (No2).

Stando alla fotografia provvisoria scattata da Arpa la totalità delle 23 stazioni ha rispettato il limite del valore medio giornaliero di Pm10, che è fissato in 50 microgrammi per metro cubo e che non va superato in più di 35 giornate nell’arco di un anno. Fermo restando il rispetto dei limiti di legge in tutti i territori, il numero più alto di superamenti si è registrato a Terni Borgo Rivo, dove se ne sono contati 30, mentre sono cinque le stazioni che nel corso dello scorso anno non hanno fatto rilevare superamenti: Amelia, Orvieto Ciconia, Monte Martano, Gubbio Semente e Spoleto San Martino in Trignano. In questo senso, Arpa rileva che «la situazione regionale è in continuo miglioramento e il 2025 registra i valori più bassi degli ultimi anni» anche a causa delle «condizioni meteorologiche particolarmente favorevoli alla dispersione degli inquinanti, non solo in Umbria ma anche nel resto d’Italia».

Rispettato in ognuna delle 23 stazioni anche l’altro indicatore controllato per le Pm10, ossia il valore medio annuale, che ha un limite di 40 microgrammi per metro cubo. In questo caso, invece, sempre restando entro soglia, ad aver fatto rilevare il picco di 28 è la “centralina” di Terni Maratta , mentre all’opposto il valore medio annuo più basso è di 9 e arriva da Monte Martano. La performance del 2025 per l’indicatore in questione è considerata «sostanzialmente invariata rispetto al 2020».

Come detto, poi, tutti i territori hanno anche rispetto il valore medio annuale previsto per le Pm2,5 che hanno un limite di 25 microgrammi per metro cubo. Per questo indicatore il dato peggiore, che è comunque entro i limiti di legge, è stato rilevato a Città di Castello ed è stato di 17, mentre sempre Monte Martano consegna la qualità dell’aria migliore, con un valore medio annuo di 6. Il risultato finale per le Pm2,5 è definito da Arpa «sostanzialmente invariato rispetto agli anni precedenti».

La totalità delle 23 stazioni, poi, ottengono la promozione anche per le rilevazioni di Biossido di azoto, per il quale l’indicatore preso in esame nel bilancio preliminare di Arpa è il valore medio annuale, che ha una soglia di 40 microgrammi per metro cubo. Qui, fermo restando il rispetto dei limiti, il dato più alto nel 2025 si è registrato a Foligno con 21, mentre al vertice della qualità dell’aria resta Monte Martano, con un valore medio annuo che si è fermato a 1. Anche in questo caso, infine, Arpa segnala un risultato finale per No2 «sostanzialmente invariato rispetto agli anni precedenti».

In ultimo, l’ozono su cui, invece, gli esperti dell’Agenzia regionale segnalano una «situazione in leggero peggioramento negli ultimi anni», anche a causa «delle temperature più elevate». In particolare, su quello che è considerato «un tipico inquinante estivo», nel 2025 «otto stazioni su nove hanno rispettato il valore obiettivo, mentre solo due su nove hanno rispettato l’obiettivo a lungo termine per la protezione della salute umana». 

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