«Rimborsare le spese medico-veterinarie a tutti coloro che in Italia decideranno di adottare un cane o un gatto». Dall’Umbria, dove è riuscito a far approvare la sua proposta di legge per incentivare l’adozione degli animali ospitati nei canili e nei gattili., il consigliere regionale di FdI, Marco Squarta, prova a esportare l’idea a livello nazionale. «Secondo un recente report della Lega antivivisezione nel 2017 sono stati spesi 400 mila euro al giorno soltanto per mantenere circa 115 mila cani detenuti nei canili rifugio – dice Squarta -. La spesa annua, esorbitante, di oltre 146 milioni di euro, è stata ottenuta moltiplicando l’importo minimo di 3,50 euro al giorno, indicato come congruo da una circolare del ministero della Salute, per il numero di cani detenuti».
Proposta a livello nazionale Il portavoce del centrodestra in Umbria è convinto che «il rimborso delle spese veterinarie rappresenti un ottimo incentivo per le adozioni degli animali, con riflessi positivi sui bilanci dei Comuni che sostengono spese per crocchette, operatori e costi di gestione delle strutture». Conclude Squarta: «Il randagismo è un problema da risolvere nel nostro Paese. Sono necessari strumenti immediati ed efficaci anche perché, nel 2017, le adozioni sono diminuite e hanno trovato casa 3.704 cani in meno rispetto all’anno precedente (-8,6 per cento). Proprio per questo motivo devono essere promosse le adozioni mediante l’abbattimento delle spese veterinarie e la battaglia che Fratelli d’Italia ha portato avanti in Umbria deve essere riproposta in chiave nazionale».
