di Daniele Bovi
Così come da programma, la giunta regionale ha varato nel pomeriggio di martedì la rimodulazione delle aliquote Irpef sciogliendo anche l’ultimo nodo rimasto sul tavolo, ovvero quello della maggiorazione per lo scaglione più alto, quello oltre i 75 mila euro che sarà dello 0,60% e non dello 0,50%. Un decimo di punto che si traduce, secondo le stime di palazzo Donini, in 400 mila euro in più da destinare alla non autosufficienza e all’emergenza abitativa. Per il resto, tutto come da copione: fino a 15 mila euro, non si registra alcuna maggiorazione; da 15 mila a 28 mila euro, la maggiorazione (calcolata sulla parte eccedente i 15 mila euro) è pari allo 0,40%; da 28 mila a 55 mila (per la parte eccedente i 28 mila euro), la maggiorazione è dello 0,45%; dai 55 ai 75 mila (per la parte eccedente i 55 mila) sarà pari allo 0,50%.
Benefici per 80% umbri Tutti i dettagli saranno spiegati mercoledì nel corso di una conferenza stampa a palazzo Donini dalla presidente Catiuscia Marini e dall’assessore al Bilancio Fabrizio Bracco. «Le aliquote dell’addizionale regionale – dice l’esecutivo in una nota – sono state rimodulate, mantenendo l’invarianza del gettito fiscale (circa 18 milioni di euro, ndr), ma riducendone il carico sulle fasce reddituali più deboli, e rideterminandole per scaglioni di reddito». Una rimodulazione «resa obbligatoria da disposizioni legislative nazionali» e che, stando ai dati relativi alle ultime dichiarazioni Irpef, dovrebbe generare qualche piccolo risparmio per una larga fetta dei contribuenti umbri: «In questo modo – è detto ancora nel comunicato – risulteranno beneficiati coloro che dichiarano un reddito fino a 30 mila euro l’anno, e che rappresentano circa l’80 per cento del totale dei contribuenti.
LE SIMULAZIONI PER OGNI FASCIA DI REDDITO
Opposizione all’attacco «Saranno i contribuenti con un reddito dichiarato superiore ai 75 mila euro – è detto infine – a sostenere il peso maggiore della rimodulazione delle aliquote». Un numero di persone che, sempre secondo le ultime statistiche Irpef, sono 10 mila su un totale di 500 mila. In attesa delle parole di Marini e Bracco l’opposizione di centrodestra prende la palla al balzo e attacca: il capogruppo di Forza Italia Raffaele Nevi spiega che «dopo il varo di questa manovra» sarà messa a punto, nella riunione del suo gruppo che ci sarà domani pomeriggio, «una durissima campagna mediatica che mirerà a denunciare la inadeguatezza del centrosinistra a gestire l’Umbria in questa difficile fase storica». E mentre il gruppo dei Fratelli d’Italia annuncerà mercoledì le sue proposte alternative per «evitare l’aumento delle tasse», l’Udc con Maurizio Ronconi sostiene che gli aumenti delle aliquote sono «ingiustificati ed inaccettabili». Addirittura Ronconi intravvede all’orizzonte il rischio di una «incontrollabile reazione sociale».
Gioco delle tre carte Per Sandra Monacelli invece, consigliere regionale dell’Udc, quello della giunta è «un gioco delle tre carte. Anziché – dice – tagliare drasticamente la spesa improduttiva, i carrozzoni inutili e i super stipendi dei manager, la Giunta getta fumo negli occhi ai cittadini diminuendo in maniera irrisoria la tassazione sui redditi più bassi, per poi alzarla considerevolmente a quelli medi». «L’Udc sin d’ora – continua invece Ronconi – si dichiara disponibile a manifestare anche pubblicamente e clamorosamente con tutti quelli che vorranno esserci, contro l’aumento dell’Irpef regionale, invitando al contrario la Giunta a dar luogo invece ad una sera revisione della spesa che, soprattutto in Umbria, riserva ancora ampi margini di risparmio per inaccettabili sprechi».
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