di Gab.Ant.
La giunta regionale ha approvato la proposta di legge che prevede la realizzazione di progetti personalizzati di «vita indipendente», volti alla promozione della piena inclusione, della non discriminazione e della partecipazione nella società delle persone con disabilità. La proposta, che era stata presentata il 22 giugno dall’assessore alla Salute e Politiche sociali, Luca Coletto, ha per oggetto gli «interventi regionali per favorire la vita indipendente, l’autonomia e l’inclusione sociale delle persone con disabilità».
Progetto In sostanza, si darebbe la possibilità alle persone con disabilità di predisporre, mediante richiesta autonoma o tramite il proprio rappresentante legale, un progetto personalizzato che consentirebbe loro di poter scegliere uno o più assistenti personali che li supportino nello svolgimento delle attività quotidiane; tale rapporto sarebbe da regolarizzare con normale contratto di lavoro rispettoso delle norme vigenti. Il progetto presentato per ciascun disabile, oltre a riportare la durata e le finalità, dovrà contenere informazioni sulle risorse umane, strumentali ed economiche che occorrono per la sua realizzazione.
Requisiti I progetti personali di vita indipendente sarebbero rivolti solamente a determinate categorie di soggetti – persone con disabilità di cui all’articolo 3 comma 3 della legge n. 104/1992 – che rispettino alcuni requisiti come quello dell’età – tra i sedici e i sessantasei anni – quello economico – che sarà stabilito da un apposito atto della giunta – della residenza in Umbria, della grave limitazione dell’autonomia personale non derivante da vecchiaia, dal bisogno assistenziale che non sia superabile con la fornitura di aiuti tecnici, informatici, protesi o altri rimedi.
Ruolo di Regione e Comuni Inoltre spetterà alla giunta stabilire con apposito atto i criteri, le modalità per la valutazione e quelle di supporto dei progetti di vita indipendente. Alle zone sociali, rappresentate dai comuni, spetterà invece il ruolo di verificare i requisiti prima citati e di verificare le effettive condizioni di bisogno della persona tenendo conto anche dei suoi desideri, delle sue aspettative e delle sue preferenze. Inoltre le amministrazioni locali avranno il compito di valutare i progetti e di emettere gli stessi a finanziamento, di controllarne i risultati conseguiti e di monitorarne l’andamento attraverso il Siso (Sistema informativo sociale), e potranno anche revocare il progetto e il relativo finanziamento quando necessario: nel caso di mancata destinazione delle risorse economiche per gli scopi prefissati da questa legge, per il mancato rispetto della normativa riguardante il contratto di lavoro con l’assistente personale, per il cambiamento delle condizioni o dei requisiti che avevano consentito di accedere al progetto o per mancata realizzazione dello stesso. Per l’attuazione della norma concorreranno risorse, non specificate, del bilancio regionale 2022, 2023 e 2024.
