Un seggio

di Daniele Bovi

La batosta del destra-centro, Pd e soci che fermano l’emorragia, l’avanzata del civismo – reale o spesso mascherato – la tenuta della partecipazione e i riflessi sul rimpasto in stand-by a Palazzo Donini. Sono questi alcuni degli spunti che emergono dalle amministrative di domenica e lunedì, il cui bilancio finale però potrà essere fatto solo tra due settimane, quando Spoleto e Città di Castello andranno al ballottaggio.

GRAFICI: IL VOTO A CASTELLO ZONA PER ZONA

PD, AD AMELIA SI DIMETTE BERNARDINI

Il bilancio I due schieramenti – e non più tre dato che nel frattempo il M5S ha stretto alleanze nei territori col centrosinistra – partivano dal sei a sei, col Pd e gli altri alleati chiamati a difendere due delle ultime grandi città in cui ancora governa. Iniziando da un dato puramente numerico, la tornata è stata segnata più che altro dalle conferme: il centrosinistra tiene Assisi (insperatamente già al primo turno), ha buone chance a Spoleto dove Andrea Sisti ha chiuso in testa, si conferma ad Avigliano, Montecastrilli, Bevagna e Parrano. Sconfitte annunciate o quasi ad Amelia, dove il fronte si presentava diviso e dove ottiene agilmente un secondo mandato Laura Pernazza. Ko scritto anche a Nocera, dove il segretario della Lega Virginio Caparvi vince in scioltezza come annunciato. Il destra-centro sotto varie forme si conferma poi anche negli altri piccoli Comuni del Ternano: le buone notizie però finiscono qui.

CASTELLO, TUTTE LE PREFERENZE

SPOLETO, L’ANALISI DEL VOTO

Il caso Castello Il più clamoroso dei risultati arriva a Castello, dove sia Andrea Lignani Marchesani che Roberto Marinelli rimangono fuori dal ballottaggio; un risultato che alla vigilia in pochissimi avrebbero avuto il coraggio di pronosticare. Il ballottaggio sarà tutto interno al centrosinistra, ma chi pensa che un risultato vale l’altro sbaglia. Il vicesindaco Luca Secondi è il candidato del centrosinistra ‘ufficiale’ mentre l’assessora Luciana Bassini corre per quello ‘non ufficiale’, e la rottura nei mesi scorsi si è consumata essenzialmente sul tema della continuità con l’era di Luciano Bacchetta. Bassini martedì ha sostanzialmente aperto la caccia ai voti del destra-centro in libera uscita giocando la carta della rottura con il passato, ed è proprio questo elemento il pericolo numero uno per Secondi; una sconfitta di quest’ultimo per Pd e soci significherebbe rivedere il bilancio di questa tornata.

SPOLETO, TUTTE LE PREFERENZE

SPOLETO, DISASTRO LEGA, FD’I NON SFONDA
 E PD ARRETRA

Spoleto e Assisi L’altra partita chiave è a Spoleto, dove i candidati erano ben sette e dove se la giocheranno Andrea Sisti (candidato di Pd, M5S e civiche) e Sergio Grifoni, spinto da FdI e civiche; riconquistare Spoleto per il centrosinistra farebbe pendere il piatto della bilancia da questa parte. Insperata, già al primo turno, la vittoria della sindaca di Assisi Stefania Proietti: una vittoria essenzialmente sua, con le due liste civiche che staccano di oltre sei punti il duo Pd-M5S e il consenso del vasto mondo religioso, della piccola e media imprenditoria e non solo. E proprio il peso del civismo, reale o mascherato, è uno degli elementi da sottolineare in questa tornata.

ASSISI, ECCO IL NUOVO CONSIGLIO COMUNALE

I civici Analizzando solo i Comuni sopra i 15 mila abitanti, dove sono presenti i simboli dei partiti, il quadro che emerge è questo: ad Assisi i civici dei due schieramenti principali ottengono il 43% dei voti, a Castello il 36% mentre a Spoleto il 61%; in tutti questi risultati ci sono anche personalismi, civismi mascherati, vecchi volponi usciti dai partiti, processi di scomposizione e dinamiche del consenso tipicamente legate al meccanismo delle amministrative, ma il dato per i partiti ‘tradizionali’ rimane.

A CASTELLO L’HARAKIRI DEL CENTRODESTRA

Arretramento Per il destra-centro gli elementi di riflessione sono molti tra divisioni, estrema competizione tra Lega e FdI, la perenne difficoltà di Forza Italia (fuori dai consigli comunali dei tre principali centri), candidati in certi casi deboli, poco noti e scelti tardi. La tornata di domenica e lunedì rappresenta un arretramento rispetto all’avanzata degli ultimi anni, culminata con la conquista della Regione dove però, complici alcuni dei problemi appena citati, si fa fatica. I nodi intrecciatisi dopo le regionali, sono rimasti tutti lì e ora Lega e FdI si presentano più deboli a Palazzo Donini, dove la presidente Donatella Tesei ha congelato il capitolo rimpasto proprio in attesa delle amministrative.

AD ASSISI È SOPRATTUTTO LA VITTORIA DI PROIETTI

Divisioni ma non solo La sconfitta è molto dura per la Lega, che a Spoleto dopo il siluramento di De Augustinis si ritrova al 5%, mentre ad Assisi e Castello (dove perde voti in termini assoluti rispetto a cinque anni fa) viaggia tra il 12 e il 13%, così come FdI che dunque, al netto di alcuni passi in avanti rispetto alla precedente tornata, non sorpassa l’avversario interno. Il giorno dopo il voto esponenti di primo piano dei due partiti come Emanuele Prisco, FdI, e Riccardo Marchetti (Lega), addebitano la sconfitta alle divisioni sui territori ma i problemi, come visto, sono più profondi e riguardano anche le giunte in cui il destra-centro governa, la carenza di classe dirigente, di un progetto politico complessivo e le difficoltà nel darsi un profilo chiaro, che riguarda soprattutto il mondo leghista sospeso tra Salvini e Giorgetti e le contraddizioni di FdI.

Affluenza Da ultimo una nota positiva. L’Umbria domenica con il suo 65% ha centrato il record nazionale per quanto riguarda l’affluenza, seguita da Puglia (63,2%) e Abruzzo (62,2%), mentre la media nazionale è del 54,7%. Un record centrato in un contesto segnato dalla disaffezione in particolare degli elettori del settentrione e delle grandi città del Nord e del Sud, dove l’affluenza si è fermata addirittura sotto il 50%. A trainare in alto la percentuale sono soprattutto i centri minori, con punte di oltre il 70% nel Ternano mentre i grandi centri del Perugino oscillano tra il 58% di Spoleto e il 67% di Castello, in lieve diminuzione rispetto alla tornata precedente.

Twitter @DanieleBovi

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