Parliamo del più importante festival jazzistico italiano, una kermesse che nacque a Villalago nel ’73, la stessa per cui il direttore artistico Carlo Pagnotta, insoddisfatto dello scarso interesse mostrato dal Comune di Perugia, ha annunciato esplicitamente un invito ad altri enti. Queste le considerazioni di Michele Pennoni che ha da subito invitato il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo, gli assessori competenti e la giunta tutta, ad avviare una trattativa con la fondazione Umbria jazz, per riportare nella Conca spettacoli musicali di un certo livello.

Umbria jazz «La manifestazione – scrive il consigliere dem – ebbe luogo a Terni in tutte le sue edizioni continuativamente fino al 1978 e, sebbene manchi da anni, la nostra città ha continuato ad essere protagonista di Umbria jazz in altre, varie edizioni ospitando eventi di importanza rilevantissima come nel 1984 il ritorno di Miles Davis con oltre diecimila persone in piazza Europa. Peraltro l’esperienza, e i successi maturati anche recentemente con le realizzazioni delle edizioni di Jazzitfest hanno dimostrato il grande interesse e le capacità della città in termini di risorse umane e di strutture in grado di ospitare eventi di caratura internazionale, Terni gode anche di notevole vicinanza con Roma».

I fondi «Per quanto riguarda l’impegno economico – prosegue Pennoni – contando sul finanziamento della Regioe che giungerebbe tanto a Terni quanto a Perugia, la liberazione di risorse da parte del Comune di Terni sarà un investimento certamente ampiamente ripagato dalla possibilità di tornare ad ospitare un evento di così grande rilievo in grado di generare un indiscutibile indotto». Insomma per l’esponente Pd non c’è tempo da perdere: «Sindaco e giunta avviino già nelle prossime ore una consultazione con la Fondazione Umbria jazz allo scopo di riportare la kermesse a Terni».

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2 replies on “Il ritorno di Umbria jazz a Terni, Pennoni incalza la giunta ad avviare trattativa con la fondazione”

  1. si peccato che la città in 40 anni ha fatto parecchi passi del gambero…stiamo come nel primo dopoguerra.
    dove li dovremmo fare i concerti? al Verdi che è da demolire? a Villalago che c’è l’erba alta 1 metro e tutto in degrado?
    poi mi immagino per i turisti che bello vedere la fontana di piazza Tacito così, e i rifiuti in ogni angolo…mi fermo quì che è sufficente
    al massimo a Terni il cantamaggio….

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