Se il centrosinistra in vista delle amministrative di primavera, quando si andrà al rinnovo di sindaci e consigli di nove importanti comuni, annaspa come nei casi di Assisi, Gubbio e Città di Castello, il Pdl umbro con Laffranco e Rossi stringe i bulloni e dà ufficialmente il suo sostegno ai candidati dei quattro comuni più importanti al voto: Ricci ad Assisi (dove il centrodestra però dovrà subire la candidatura dell’ex vice di Ricci, Bartolini, con una sua lista civica), Giovanni Bontempi a Nocera, Lucio Lupini a Gubbio e Cesare Sassolini a Città di Castello, dove la Lega Nord però corre con un suo candidato, Stefano Caselli. Nei prossimi giorni invece verranno definite le candidature mancanti, ossia Trevi e Bevagna per quanto riguarda la provincia di Perugia, e Amelia, Avigliano e Montecastrilli, dossier in mano ai coordinatori del Pdl ternano.
Il caos nella città della pace Nel centrosinistra intanto il caos regna sovrano specialmente ad Assisi e Città di Castello. Nel primo caso, dopo la porta in faccia chiusa domenica al Pd da parte di Flavio Lotti, e la candidatura già sul campo di Carlo Cianetti (sostenuto da Prc, Sel e Mongolfiera), i due coordinatori locali del Pd, Romoli e Borgognoni, lunedì hanno incontrato il segretario regionale Bottini per cercare di tirare le fila. Molte, a poco più di 90 giorni dal voto, le opzioni sul campo: un candidato interno al gruppo consiliare? Un membro del direttivo? Una nuova leva? O Claudia Maria Travicelli? E le primarie si fanno o non si fanno? L’unica cosa certa, al momento, è che dalle parti di piazza della Repubblica c’è l’internzione di sciogliere il nodo entro il fine settimana.
Castello, l’Idv vuole il rinnovamento A Città di Castello invece, dopo il niet di Verini sulle ipotesi di Bacchetta, Ciliberti o Duranti, arriva il no secco a queste ipotesi anche da parte dell’Italia dei Valori: «Le proposte emerse fino ad oggi – dice Giovanni Tasegian, coordinatore dell’Idv Altotiberino – appaiono ancorate a un passato che nessuno può rimpiangere e sembrano fatte apposta per consolidare le divisioni storiche del centrosinistra tifernate. La nostra città ha bisogno di risposte coraggiose: sarebbe inaccettabile pensare di guardare al futuro dallo specchietto retrovisore». Tasegian propone poi una candidatura unitaria per Città di Castello, ricordando poi che «l’Idv, assieme ai movimenti civici, lavorerà comunque per una scelta di cambiamento e discontinuità». Secondo l’esponente dipietrista occorre «il coraggio di puntare su un programma innovativo rispetto al passato, iniziando dal Piano regolatore per passare all’economia ed alle politiche sociali ed ambientali. Si faccia quindi un passo indietro per consentire alla nostra città ed alla coalizione di centrosinistra di orientarsi verso una politica più moderna, più libera, più autorevole. L’Italia dei Valori è pronta ad impegnarsi per far avanzare una candidatura autorevole e fuori da logiche spartitorie, che consenta di incontrarci in un terreno neutro. Qualora, invece, prevalessero gli interessi di parte e la volontà conservatrice, saremmo indotti a trarne, insieme agli elettori, le dovute conseguenze».

