
di Daniele Bovi
Mentre la maggior parte dei consiglieri e degli assessori navigano ticchettando lo schermo dell’ormai inseparabile iPad, il piddino Gianfranco Chiacchieroni entra in aula sfogliando l’ultimo numero di Astra, forse per interpretare i segni dei numi celesti in merito alla due giorni alla fine dei quali il Bilancio predisposto dalla giunta passa con 18 voti a favore e 11 contrari. Pd, Prc, Psi e Idv hanno detto sì, mentre l’Udc di Sandra Monacelli, che ieri invece ha dato disco verde al Collegato, ha optato per il no. Prc e Idv, dopo il fortissimo dissenso su rifiuti e dintorni, votano dunque «convintamente» l’atto, ma sullo sfondo rimangono le tensioni politiche all’interno della maggioranza, gli attacchi di Pdl e Lega Nord e il dibattito innescato ieri dal dipietrista Brutti intorno ai «poteri forti» che, a suo dire, «telecomanderebbero alcune parti della maggioranza».
Goracci si dissocia, Brutti no Orfeo Goracci, pur ribadendo il suo dissenso, si dissocia dalle affermazioni di Brutti: «Sono allusioni – dice – che non appartengono al mio costume politico. A volte si cerca troppa visibilità, ma poi non si ha il coraggio delle conseguenze». Brutti invece non molla e affonda: «Non sono pentito – dice – alcuni qua dentro hanno grande preoccupazione a mettere mano in materie come acqua e rifiuti perché sanno bene a chi appartengono giornali e televisioni. Ci vogliamo nascondere dietro un dito e far finta che queste cose non pesino?».
Stufara: le battaglie continueranno «Sul problema rifiuti la questione resta aperta – afferma sempre Brutti -, ma ieri abbiamo avuto tutti il coraggio di dire i nostri rispettivi punti di vista. Sarebbe un bene per tutti che anche l’opposizione facesse la stessa cosa, senza trincerarsi dietro posizioni comode». «La nostra lettera odierna alla presidente Marini – ha spiegato Brutti – è per ribadire che noi siamo disposti a darle un supporto forte per superare, se ci sono, le difficoltà. Con il voto a favore sul bilancio, l’Idv circoscrive l’area del proprio dissenso, e che riguarda la chiusura del ciclo dei rifiuti». Esprimendo il sì di Rifondazione poi Damiano Stufara ha detto chiaramente che «se noi pensassimo che la maggioranza sia ostaggio di poteri forti non rimarremmo al suo interno, ma va detto che in settori di maggioranza e di opposizione c’è attenzione trasversale verso certi poteri e certi soggetti. Noi stiamo dalla parte dell’interesse generale. Le battaglie intraprese in questi giorni – avverte infine – continueranno».
L’IDV SCRIVE ALLA MARINI E VINTI ACCUSA: STRAPPO COLPA DI PD E PSI
Locchi avverte: basta distinguo Il dissenso insomma viene circoscritto ma le questioni rimangono sul tavolo e Renato Locchi, capogruppo Pd, avverte: «Riteniamo che non si rafforzi la maggioranza – dice l’ex sindaco di Perugia – marcando il territorio e piantando bandierine, cercando di ricavare rendite di posizione. Non lo pratichiamo, non intendiamo né farlo in futuro né, per questo, sopportarlo da parte di chicchessia». Con una nota diffusa nel pomeriggio di mercoledì dopo gli attacchi arrivati in mattinata da Prc e Idv, il gruppo del Pd respinge anche l’accusa di essere appiattito sui poteri forti: «E’ proprio il Pd – è scritto nella nota – ad aver preso posizione sulla distinzione tra attività di raccolta e smaltimento dei rifiuti, sminando il campo dalla possibilità di posizioni dominanti e di conflitti d’interesse. Lo stesso Piano regionale rifiuti prevede inoltre forme di controllo dirette da parte dei cittadini sulle varie fasi del ciclo. Il Pd e i suoi rappresentanti in consiglio – prosegue la nota – hanno sostenuto e sostengono con lealtà l’operato della Giunta regionale e continueranno a lavorare per rafforzare la maggioranza».
Pd: normale dibattito interno Alla fine poi il caos di ieri e le parole pesanti volate in Consiglio vengono derubricate a «normale dibattito interno alle diverse forze della coalizione di governo». In realtà, quelle pronunciate ieri in aula da Brutti su un presunto appiattimento nei confronti dei cosiddetti «poteri forti» sono parole destinate a pesare e che una questione politica la aprono. Pdl e Lega, come scritto in mattinata, chiedono chiarezza: «Se ci sono poteri forti – ha ribadito nel corso della seduta pomeridiana Raffaele Nevi – che controllano parti della giunta non è che siamo di fronte ad una piccola cosa. Per il bene degli umbri chiediamo chiarezza dopo questo spettacolo indecente».
Lo scontro sugli ordini del giorno L’ennesima battaglia in maggioranza si è svolta poi sul tema dell’aumento dei canoni e di una più generale revisione della cosiddetta «fiscalità ambientale» su sfruttamento di acque minerali e cave. L’ordine del giorno di Prc e Idv che mirava ad una revisione complessiva è stato respinto, mentre è passato quello di Locchi, Carpinelli e Buconi che impegna la giunta a prevedere, ma solo per l’utilizzo delle acque minerali naturali, di sorgente e termali nuove misure dei diritti di concessione, ferma restando la concorrenzialità dei produttori umbri allo scopo di evitare disomogeneità e potenziali squilibri competitivi tra regioni.
Lignani: io voto in libertà Significativo, a proposito, l’intervento del pidiellino Lignani Marchesani: «Credo – ha detto – che ci debba essere maggiore equità. Ipocrisie sono presenti in buona parte della maggioranza che è sempre vicina agli interessi particolari che in determinati momenti, come le scadenze politico-elettorali, possono sempre essere comode. Io invece non devo rendere conto a nessuno e quindi mi asterrò». Disco verde hanno invece avuto gli odg relativi agli interventi di sostegno per le zone terremotate del Marscianese, quello a favore dell’occupazione giovanile e quello che mira ad una rimodulazione dell’Irap pagata da Onlus e cooperative sociali.
