
di Ivano Porfiri
I dipendenti pubblici costano ogni anno 382 milioni di euro, pari 428 euro per residente contro una media italiana di 337 euro (il 26% in più). Il dato fa parte di un’analisi di Banca d’Italia sul peso della “Finanza pubblica decentrata” contenuto nel Rapporto annuale di Bankitalia presentato a Perugia.
Troppi negli enti locali In Umbria a fine 2009 i dipendenti pubblici erano 51 mila, pari al 13,8% degli occupati complessivi. Dal 2003 sono calati in media dello 0,8% l’anno (calano in Regione del 2% e nei Comuni dell’1,1% ma crescono nelle Province dell’1,2%). Nella sanità gli addetti sono 11 mila, 124 ogni 10 mila abitanti (la media nazionale delle regioni a statuto ordinario è di 114). Nella scuola siamo in linea con la media italiana. E’ negli enti locali che il divario si allarga: 9 mila addetti, cioè 100 ogni 10 mila abitanti contro una media italiana di 83.
La spesa La spesa complessiva nel 2008 è stata di 382 milioni di euro, cioè 428 euro pro capite. In linea con il resto d’Italia la spesa per i dipendenti della sanità (gli umbri sono di più ma con stipendi medi lievemente più bassi per la ripartizione interna delle categorie) e quelli della scuola. Non è così per i dipendenti degli enti territoriali.
La Regione Della quota in capo ai dipendenti degli enti locali, 88 euro pro capite sono per il personale della Regione: il 110% in più rispetto alla media nazionale fissata a 41,9 euro e quasi il 100% in più rispetto alle regioni del Centro che costano 44,2 euro a ciascun cittadino. Ogni addetto costa in media 58.500 euro. La dinamica di spesa per addetto ha fatto registrare un +3,1% contro un +0,1% del Centro e un +2,8 nazionale. Gli stipendi dal 2003 al 2010 sono cresciuti in media più che altrove: se in Italia la retribuzione in media è cresciuta del 2,5% e nel Centro dell’1,3%, in Umbria è lievitata del 6,3%. Di tutto il monte spesa il 75% va per gli impiegati di fascia alta (media italiana 72,7%), il 17,7 per gli impiegati di fascia bassa (media italiana del 20,6% e il 6,8% per il dirigenti (media italiana del 6,7%). Rispetto al 2003, la percentuale della spesa per i dirigenti sul totale è calata dell’1,4% (Italia: -1,2%), quella per gli impiegati di fascia bassa del 7,1% (Italia: -2,2%), mentre a crescere dell’8,5% è stata quella per gli impiegati di fascia alta (Italia: +3,4%).
Le Province Per i dipendenti delle Province ogni umbro spende ogni anno 64,9 euro contro i 46,6 della media del Centro Italia e i 38,8 delle regioni a statuto ordinario.Ogni addetto costa in media 38.700 euro. La dinamica di spesa per addetto è in linea con il Centro: +3,2% ma superiore che a livello nazionale: +2,9%. Gli stipendi in media sono cresciuti meno che nel resto d’Italia: +0,8% contro +3,8% del Centro e +4,3% dell’Italia. Questa la ripartizione della spesa: 2,7% per i dirigenti (Italia: 3%), 63% per impiegati di fascia alta (Italia: 66,4%), 34,3% per impiegati di fascia bassa (Italia: 30,6%). Le variazioni delle percentuali rispetto al 2003 di ripartizione della spesa tra le categorie è minima.
I Comuni Più in linea con il resto d’Italia la spesa per i dipendenti comunali: 274,7 euro pro capite l’anno (Centro: 268,1; Italia: 256,6%). Ogni addetto costa in media 39.900 euro con una crescita del 2,1% rispetto al 2003 (Italia: +2,5%). Gli stipendi medi sono cresciuti meno che nel resto d’Italia (+2,4% contro +4,1%). Anche la ripartizione tra le categorie è in linea con i dati nazionali: 2,5% della spesa per i dirigenti, 68,3% per impiegati di fascia alta e 29,2 per impiegati di fascia bassa. Lo sbilanciamento negli anni anche qui fa pendere la bilancia verso gli impiegati di fascia alta: +10% con un calo dei dirigenti (-0,6 nella percentuale della spesa) e degli impiegati di fascia bassa (-7,1%).

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