Catiuscia Marini ad Agorà

di Ivano Porfiri

«Non è tempo di tornare alle urne nell’immediato, serve senso di responsabilità e dobbiamo governare». La presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, replica a Metteo Renzi nel corso di un’intervento da Nocera Umbra alla trasmissione Agorà di Rai Tre.

Renzi la mette facile Secondo Marini «Matteo Renzi (che in un’intervista ha esortato a trovare un accordo con il pdl o tornare subito al voto, ndr) la mette molto semplice: per governare serve condividere politiche economiche, sociali, fiscali, quindi bisogna capire le politiche che si vogliono fare e cercare una maggioranza su questo».

Berlusconi lasci Quanto al Pdl, secondo la governatrice «forse per la prima volta dovrebbe mettere da parte Berlusconi e mettere al centro l’interesse del paese: su questo è possibile ragionare per capire cosa serve agli italiani, ai lavoratori e alle imprese. Per governare – ha aggiunto – bisogna condividere un’azione di governo, fin qui si è parlato di alchimie da vecchia Repubblica, bisogna invece parlare di cose concrete».

Bilancio di guerra La presidente Marini è intervenuta anche sui conti della Regione, proprio nel giorno in cui si discute il bilancio. Un «bilancio di guerra» lo definisce perché «è il primo dopo 3 anni di manovre finanziarie che hanno ridimensionato risorse a enti locali in settori strategici, come politiche sociali, sanitarie ma anche sviluppo economico, viabilità, sostegno alle imprese: dalla manovra del maggio 2010 alla legge stabilità c’è stata una riduzione di quasi il 40% delle risorse al netto di sanità e fondi europei».

Si vari il decreto sblocca fondi Sull’atteso decreto che dovrebbe sbloccare fondi per 40 miliardi di crediti delle imprese nei confronti della pubblica amministrazione, Marini ha auspicato che venga varato presto. «Intanto dà risposte a Comuni e Province che per le regole del Patto di stabiltà, pur avendo risorse, non hanno potuto effettuare pagamenti. Per le Regioni è rivolto soprattutto a chi ha un dissesto nei conti sanitari, per agevolare i pagamenti: non è il caso dell’Umbria». In ogni caso, per Marini «sono risorse importanti per le imprese che hanno fornito servizi e si sono indebitate. Se ci fossero state le regole del Patto di stabiulità che abbiamo invocato più volte, con la possibilità di investire per gli enti virtuosi, non saremmo finiti in questa spirale perversa e recessiva, che ha danneggiato le imprese (e fatto finire lavoratori in cassa integrazione). Voglio dirlo con chiarezza – ha concluso -: lo Stato ha scaricato sugli enti territoriali il rispetto delle regole del patto stabilità nei confronti dell’Ue, come se avesse fatto pagare a Regioni, Province e Comuni i saldi di bilancio nei confronti dell’Europa».

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