di Daniele Bovi
Niente thriller, niente film bellici con battaglie cruente, niente gialli con morti e maggiordomi o pellicole di spionaggio. Sugli schermi di palazzo Donini vanno in onda film più tranquilli, in linea con la placidità della stagione e con un periodo, quello post elettorale, dove per quanto riguarda la nuova giunta regionale buona parte degli attori sembra essere già stata scelta da molti giorni senza traumi o spargimenti di sangue. Si discute di riorganizzazione di deleghe (ad esempio, a chi affidare la cultura?), di risorse a disposizione ma niente strappi, psicodrammi, battaglie o trattative estenuanti. Tutto pare essersi sistemato dopo pochi giorni e l’unico elemento di suspense, se così lo si può chiamare, riguarda il rappresentante del Psi.
Chianella La delegazione del partito, attraversato da fortissime tensioni partite fin dalla compilazione della lista dei candidati e trascinatesi durante la campagna elettorale, ha incontrato la presidente e proposto una rosa di nomi. Alla fine a prevalere dovrebbe essere Giuseppe Chianella, sindaco di Avigliano Umbro e candidato nella lista socialista ottenendo un buon risultato personale. Coordinatore, confermato nel 2015, dei piccoli comuni dell’Anci, riscuote anche l’apprezzamento di alcuni esponenti del Pd, partito che giovedì ha incontrato la presidente. A salire le scale di palazzo Donini sono stati il segretario regionale Giacomo Leonelli e quelli provinciali, ovvero Dante Andrea Rossi (Perugia) e Carlo Emanuele Trappolino (Terni).
Pd Leonelli ha dato sostanzialmente il via libera al nome di Antonio Bartolini, professore di Diritto amministrativo a Perugia, membro della direzione e in futuro assessore esterno al quale sarà affidato il settore riforme. «Nessuna preclusione – ha detto Leonelli – rispetto a figure esterne che possano portare un contributo importante in termini di competenza e apertura purché queste siano riconoscibili nel Partito democratico». Insomma, un via libera anche se alcuni all’interno della minoranza del partito perugino non sono convinti. Leonelli, tra i criteri, ha parlato anche di rappresentanza e di consenso, che con l’assetto prospettato vede sostanzialmente rispettati.
L’assetto Un altro criterio fondamentale è quello del rinnovamento. Presidente a parte (che terrà per sé tutto ciò che riguarda la programmazione legata ai fondi europei), l’unico assessore di fatto al secondo mandato sarebbe Fernanda Cecchini, che vorrebbe le deleghe relative ad agricoltura e ambiente. Fabio Paparelli infatti è stato in sella solo l’ultimo anno, o poco più, e a lui ora toccherebbe lo sviluppo economico e il turismo. Quanto alla sanità, il bocciano Luca Barberini sembra avere già cucito addosso il camice. Guardando ai singoli territori, dentro ci saranno un perugino (Bartolini), un’altotiberina (Cecchini), un folignate (Barberini), un ternano (Paparelli) e un altro rappresentante della provincia di Terni come Chianella. Quattro uomini e due donne, non tre e tre come si pensava nei giorni scorsi ma tant’è. Sabato o lunedì la presentazione ufficiale. Poi si inizierà a lavorare.
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