Gli stabilimenti Bianconi di Bastardo

«Attivare un tavolo di crisi per il pastificio Bianconi con la prossima amministrazione regionale». Così Jacopo Barbarito, il capogruppo di Centrodestra per Giano, interviene sulla delicata e incerta vertenza che sta interessando l’azienda di Bastardo (Giano dell’Umbria) fondata nel 1947 con 46 lavoratori in organico, più una ventina abbondanti di esterni, che stando alle poche informazioni filtrate rischiano la cassa integrazione straordinaria.

Crisi del pastificio Bianconi A lanciare l’allarme sulle sorti dello storico pastificio era stato nei giorni il sindaco Marcello Bioli che aveva reso noti di aver incontrato la proprietà, intenzionata a chiudere lo stabilimento. Sulla vertenza, strategica per il territorio, interviene ora anche Barbarito: «Occorrerà attivare un tavolo di confronto o un’apposita consulta delle imprese operanti sul territorio comunale al fine di prevenire future drammatiche analogie con il caso del pastificio Bianconi, attraverso periodici momenti di dialogo e monitoraggio dell’andamento delle attività produttive, al fine di avviare tempestivamente tutte le procedure di supporto utili alle realtà imprenditoriali del territorio».

Barbarito: «Tavolo di crisi» E poi: «La crisi e la situazione di sofferenza delle aziende non devono cogliere la politica impreparata. Le criticità che il territorio sta vivendo in questi ultimi anni vanno prevenute e approfondite per tempo, ultimo il caso della centrale Enel, pena un impoverimento di queste zone difficilmente reversibile. L’assessorato allo sviluppo economico ha il dovere di attivarsi e monitorare lo stato di salute delle nostre aziende e, per le sue competenze, affiancarle e aiutarle attraverso tutti i canali istituzionali a sua disposizione».

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