Il sottosegretario Gianpiero Bocci

Un botta e risposta a distanza tra Orvieto e Perugia su un tema delicatissimo come la legalità. Sullo sfondo la vicenda dell’inchiesta sulla Gesenu e le sue controllate, verso le quali (ultima la Gest) è arrivata l’interdittiva antimafia del prefetto Antonella De Miro. Protagonisti due pesi massimi del Partito democratico umbro: il segretario regionale Giacomo Leonelli e il sottosegretario agli Interni, Gianpiero Bocci.

INCHIESTA GESENU

La stoccata Bocci prende l’argomento parlando al convegno Umbria Domani, che si è svolto a Orvieto. Il sottosegretario, come già espresso nei giorni scorsi ha parlato di uno «spaccato non in linea con la storia democratica dell’Umbria e che ci preoccupa». Ma l’affondo arriva poco dopo: «Mi aspettavo e mi aspetto che da parte dei partiti e di chi li rappresenta – ha detto Bocci – ci sia una presa di posizione netta. E questioni di questa rilevanza non possono non essere affrontate anche dal consiglio regionale perché luogo privilegiato per confrontarsi su legalità e trasparenza. Su questi temi i silenzi non sono una bella cosa: bisogna avere forza e coraggio per fare chiarezza e investire in legalità».

Replica di Leonelli Il segretario, evidentemente, si è sentito pesantemente chiamato in causa e affida a una nota la sua risposta, peraltro condivisa su Facebook anche dalla presidente della Regine, Catiuscia Marini. «Ritengo – scrive Leonelli – che sia un atto politicamente grave, oltreché altamente offensivo, tentare di infondere il sospetto nell’opinione pubblica che il sottoscritto, in qualità di segretario regionale del Pd, non sia schierato nettamente e senza alcuna ombra di dubbio dalla parte della giustizia e della legalità in ordine ai fatti di cronaca relativi a Gesenu. Ed è ancora più scorretto che ciò sia stato fatto da esponenti di spicco del mio stesso partito, a circa 15 giorni dai primi fatti di cronaca e senza che nel mentre sia intervenuta alcuna sollecitazione diretta per modificare o rafforzare la nostra immediata presa di posizione sui fatti. Mi sarei aspettato da persone che hanno avuto ruoli apicali nei processi regionali e locali fin dal 1995, un atteggiamento più generoso verso una segreteria di 35enni che è in sella da poco più di un anno. Invece si preferisce il comodo ruolo del ‘cecchino’ utilizzando tribune inusuali e irrituali per sparare su chi quotidianamente lavora mettendo la faccia per il futuro del Pd dell’Umbria».

Se ne parla in direzione Leonelli sottolinea come «la direzione regionale di lunedì 9 (convocata da settimane sulle riforme) sarà l’occasione di un chiarimento definitivo dagli esiti ad oggi francamente imprevedibili. Perché c’è oggi una generazione nuova nel Pd, nei territori e in tanti comuni dell’Umbria. Una generazione che ha voglia di futuro sapendo che la stagione del passato è ormai archiviata e l’Umbria di domani non potrà essere l’Umbria di ieri. Una generazione che lavora quotidianamente in silenzio, con la capacità di riconoscere il meglio del passato e la determinazione di superarne il peggio. Una generazione che anziché essere bersaglio da postazioni privilegiate, dovrebbe essere aiutata da chi ha avuto tanto in passato».

Lega: «Caso in Parlamento» Intanto la Lega Nord con il senatore Paolo Arrigoni ottiene l’inserimento della “questione Umbria” all’interno dell’attività della Commissione parlamentare d’inchiesta sui rifiuti e gli illeciti ambientali. «Da mesi – spiega – è stato attivato un percorso di raccolta elementi e approfondimenti sul tema. Ora la questione, sempre su mia segnalazione, si è allargata alla vicenda Gesenu e alla gestione delle due discariche di Pietramelina e Borgogiglione correlata con possibili infiltrazioni mafiose nel territorio. A breve verrà svolta una “mission” in Umbria, indirizzata a far luce sulla vicenda e individuare responsabilità». Sulla questione è intervenuto anche l’altro senatore della Lega Nord, Stefano Candiani: «In Umbria la commistione tra la politica del Pd e la mala gestione amministrativa ha il culmine massimo nella gestione dei rifiuti. La vicenda Gesenu non è niente riguardo a quella che sta emergendo in merito alla gestione dei rifiuti e delle due discariche».

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