Rocco Girlanda (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Né con Forza Italia né, per il momento, con il Nuovo centrodestra di Alfano: Rocco Girlanda rimane ben saldo sulla poltrona di sottosegretario ai Trasporti, dicendo no alle richieste di dimissioni arrivate da più parti dopo l’uscita di Forza Italia dalla maggioranza di governo. L’eugubino, fedelissimo di Denis Verdini, con una breve nota giovedì ha lasciato l’incarico di coordinatore regionale di Forza Italia. «Ringrazio – scrive – il presidente Berlusconi per la fiducia che mi ha accordato quando mi ha nominato, quasi un anno fa, per guidare il partito in Umbria e che ha voluto che mantenessi questo incarico, malgrado l’incompatibilità statutaria con il ruolo di governo».

Niente dimissioni Di dimettersi però, com’era chiaro già mercoledì sera quando dal suo entourage si spiegava soltanto che il lavoro «va avanti», non ha alcuna intenzione: «Ho intenzione di non dimettermi dal governo. Mi sono dimesso da coordinatore e non essendo parlamentare (alle politiche dello scorso febbraio non è stato eletto, ndr) non c’è nessuna incompatibilità, non c’è nessun conflitto. Credo che in questo momento l’Italia abbia bisogno di un governo, la situazione è difficile». La porta nei confronti degli alfaniani del Nuovo centrodestra però non è completamente chiusa: «Valuterò nei prossimi giorni» si limita a rispondere. E uno dei massimi esponenti è proprio il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi, l’uomo che guida il dicastero dove Girlanda opera e con il quale «stiamo facendo un ottimo lavoro».

Al fianco di Silvio All’inizio di ottobre, quando ancora lo strappo non era stata consumato, Girlanda in una nota aveva spiegato che il suo posto era accanto al leader, Silvio Berlusconi, sulle cui decisioni ribadiva «assoluta fiducia»: «Da venti anni – scriveva il sottosegretario – Berlusconi è il nostro unico leader al quale devo il posto di Governo che ora ricopro. La mia linea è stata e sarà sempre la stessa, in coerenza con la mia storia personale e politica. Non sono mai stato abituato a cambiare bandiera a seconda delle stagioni». Ora, invece, all’ipotesi di aderire al Nuovo centrodestra non viene opposto un no secco.

Laffranco al vertice? Il terremoto all’interno del fu Pdl di Berlusconi pone una serie di problemi al partito umbro. La scissione di Alfano ha provocato infatti nella regione una vera e propria decapitazione dei vertici: Girlanda se n’è andato e così nei giorni scorsi ha fatto anche Massimo Monni, che del Pdl era coordinatore della provincia di Perugia. Tra gli scissionisti della prima ora poi c’è anche il senatore Luciano Rossi, per lunghi anni coordinatore regionale dell’ormai ex Popolo delle libertà. Una ‘eredità’ che nel futuro prossimo potrebbe essere raccolta dal deputato Pietro Laffranco, rimasto in Forza Italia, che sabato darà vita a Perugia ad un appuntamento con Maurizio Gasparri organizzato dalla neonata associazione che porta il nome del padre Luciano, dirigente storico dell’ex Movimento sociale.

Twitter @DanieleBovi

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