Gianfranco Fini col preside Giuseppe Metastasio del Casagrande-Cesi di Terni

di Ivano Porfiri

«Per questione di opportunità non mettiamo in lista candidati che sono stati condannati in primo grado per reati gravi contro la pubblica amministrazione». E’ un «patto tra forze politiche e cittadini» quello che propone il presidente della Camera, Gianfranco Fini, rispondendo alla domanda di uno studente sulla corruzione nella scuola ‘Casagrande-Cesi’ di Terni.

Corruzione «Fermo restando il principio della presunzione di innocenza», Fini propone di «non candidare chi e’ stato condannato in primo grado o chi, per reati particolarmente gravi, è stato rinviato a giudizio» il che, per il presidente della Camera «non vuol dire colpevolizzare, ma soltanto avere atteggiamento maggiormente in sintonia con quello che la legge chiede al cittadino». Dopo l’approvazione del ddl anticorruzione, Fini ha ricordato come il governo sia chiamato ad emanare «in tempi brevi i decreti per rendere non candidabili coloro che sono stati condannati con sentenza passata in giudicato per alcuni reati. Credo – ha sottolineato Fini – che sia un fatto importante. Le leggi sono indispensabili, ma non sempre e’ indispensabile aspettare una legge. Si è innocenti fino a terzo grado di giudizio ma questo non impedisce alla politica, se i partiti lo vogliono, di dare un esempio».

Legge elettorale Sulla legge elettorale Fini ha detto che «deve essere fatta perché se perdessimo l’occasione di cambiarla finiremmo per alimentare la sfiducia della gente nei confronti della politica. Oggi – ha aggiunto – la benzina dell’antipolitica è la cattiva politica, se non si mantengono gli impegni il ceto politico non può lamentarsi se il cittadino ha un sentimento di ripulso verso la politica. Sarebbe una dimostrazione di cattiva politica, dopo che si è promesso e discusso per mesi di cambiare la legge elettorale, poi non riuscirci».

Porcellum va eliminato «La legge elettorale attuale – ha sottolineato Fini – è da tutti giudicata negativamente su un punto: il cittadino non può scegliere il suo deputato o senatore. Consente voto a lista ma non candidato». Ricordando che la scelta può essere garantita attraverso varie soluzioni, «il mio auspicio, il mio desiderio – ha spiegato Fini – è che venga trovato un compromesso per garantire al cittadino la possibilità di scegliere il proprio parlamentare». Secondo il presidente della Camera la nuova legge «va fatta con maggioranza più ampia possibile, sarebbe una dimostrazione di grande responsablità per dare una dimostrazione alla pubblica opinione che le promesse vengono mantenute».

Primarie «E’ certamente positivo non solo per la sinistra italiana ma per la nostra democrazia che ci sia stata una partecipazione così elevata». Fini ha aggiunto che «qualora anche altre forze politiche dovessero dare corso a procedure analoghe a quelle delle primarie sarebbe un fatto certamente positivo, soprattutto se si dovesse trattare di un confronto non all’insegna di una fiera delle vanita’ personali ma all’insegna di linee e proposte politiche non coincidenti al cento per cento tra loro».

Costi della politica Fini ha infine annunciato che «uno degli ultimi atti della legislatura, nei prossimi giorni, da parte dell’ufficio di presidenza della Camera, sarà l’approvazione di un regolamento vincolante obbligatorio per la gestione del finanziamento dei gruppi. Dalla prossima legislatura – ha spiegato Fini – i gruppi parlamentari continueranno a percepire denaro per il loro funzionamento», ma ci sarà «uno specifico regolamento che individui quali sono le spese consentite e affiderà a una società esterna la certificazione del bilancio: ma non sarà il gruppo a scegliere la società di partecipazione, ma la Camera attraverso una gara pubblica».