L’assessorato alla cultura di Città di Castello ha reso pubblico l’avviso di ricognizione delle manifestazioni di interesse per l’inserimento nel calendario di Estate in città 2022, rivolto agli operatori culturali. Il Coordinamento per il cambiamento si scaglia, però, contro le modalità del bando che non prevedono una retribuzione per i lavoratori dello spettacolo.
L’avviso La segnalazione, pubblicata dal Comune giovedì 21 aprile, è diretta alle associazioni e ai soggetti privati di Città di Castello che abbiano proposte di spettacolo dal vivo all’aperto nei settori della musica, del teatro e dell’intrattenimento musicale, con il fine di prendere parte al calendario degli eventi per i mesi estivi. Come spiegano le assessore Michela Botteghi e Letizia Guerri, «la formula dell’avviso mira a stimolare un’ampia partecipazione, il soggetto, la cui manifestazione di interesse sarà accolta nel calendario di Estate in città, avrà diritto ad essere inserito con una dicitura dedicata sui materiali di comunicazione e pubblicitari». È specificato, infatti, che «l’ammissione non dà diritto a contributo e al soggetto ammesso competono le spese inerenti alla realizzazione dell’iniziativa, salvo diversa disposizione dall’amministrazione comunale». Botteghi e Guerri riferiscono che l’avviso dà agli operatori culturali «la possibilità di avere una vetrina, speciale, quella di Estate in città, e di valorizzare la loro creatività».
La contestazione Il Coordinamento per il cambiamento, composto dai gruppi Castello cambia, Europa verde, Civici X e M5stelle, definisce l’avviso un «bando farsa», sottolineando come «i lavoratori del mondo dello spettacolo non possono che sentirsi semplicemente offesi». Il gruppo ricorda inoltre, che il Comune ha reso pubblico, pochi giorni dopo, un altro bando, destinato a proloco e società rionali, «per il quale mette in campo una compartecipazione economica con copertura del 60 per cento, per le già remunerative feste e sagre». Il coordinamento rende noto, inoltre, che il consiglio comunale avrebbe approvato all’unanimità, il 29 marzo scorso, una proposta di sostegno ai lavoratori dello spettacolo per creare produzioni che potessero girare nel territorio tifernate. La mozione, firmata da Emanuela Arcaleni e Vincenzo Bucci di Castello cambia, recitava: «L’amministrazione comunale, si impegni a sostenere la produzione di una serie di eventi culturali che coinvolgano artisti e maestranze locali, dando priorità ai soggetti che svolgono questa attività come professione principale, affinché l’operazione sia effettivamente seria, siano inseriti criteri di tutela e riconoscimento per i lavoratori dello spettacolo».
