Catiuscia Marini martedì durante il suo discorso in aula (Foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Si dice estranea, «diffamata e calunniata», chiarisce che il suo nome «non può essere accostato da nessuno a vicende connesse a dazioni di denaro e reati relativi», spiega il percorso fatto da quei 20 mila euro, peraltro mai versati del tutto, dati dalla Rotkopf ad Umbria Jazz come forma di sponsorizzazione per l’edizione 2010, porta in Consiglio «l’indignazione collettiva e spontanea» di «un numero straordinario di cittadini». Catiuscia Marini, con un discorso lungo cinque pagine e letto in 25 minuti, reagisce agli articoli usciti in questi giorni che hanno accostato il suo nome a quello del fascicolo sull’inchiesta Enac. E seppur negando che in Umbria ci sia una questione morale in senso stretto o che il consenso del centrosinistra derivi da un sistema di potere opaco, la Marini la questione di una «nuova etica pubblica» «anche in Umbria» la pone nel massimo consesso regionale.

IL VIDEO INTEGRALE DEL DISCORSO DELLA MARINI

In aula la «voce» di Berlinguer E la pone ricorrendo ad uno dei padri nobili della sinistra italiana, Enrico Berlinguer, e citando un passo della ormai famosissima intervista rilasciata dal segretario del Pci nel 1981 a Eugenio Scalfari. Dopo aver chiarito infatti che «non tutti siamo uguali» e che «non siamo per niente uguali nell’impegno politico ed istituzionale», la Marini spiega che in Italia c’è la «necessità vitale di una nuova etica pubblica».  Autonomia dai poteri economici, indipendenza dell’azione di governo, autonomia e indipendenza della magistratura: è su questo e su altro che la Marini vuole ragionare con la «volontà di costruire una nuova dimensione dell’etica pubblica nel Paese ed anche in Umbria».

«Io – ha detto la presidente – non ho mai preso soldi» (Foto F.Troccoli)

Una lezione attuale «Oggi i partiti – legge la Marini citando Berlinguer – gestiscono interessi, i più disparati, i più contraddittori, talvolta anche loschi, comunque senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni umani emergenti, oppure distorcendoli, senza perseguire il bene comune». E via così citando, la questione tutta politica la Marini sul tavolo del Consiglio la pone: «La sua lezione – spiega – è molto attuale e penso che abbiamo molto da fare, tutti. Ciascuno nel proprio partito». Prima, invece, la presidente ha chiesto ai magistrati «di essere ascoltata per ribadire la mia totale estraneità e per difendere l’immagine della Regione nel suo complesso».

IL DIBATTITO DOPO IL DISCORSO DELLA MARINI

I 20 mila euro Un passaggio è poi dedicato al chiarimento della vicenda dei 20 mila euro dati dalla Rotkopf a Umbria Jazz: «Una delle società coinvolte nell’inchiesta, secondo quanto posso dedurre dai mass media, avrebbe sottoscritto con Umbria Jazz un contratto di sponsorizzazione per una somma, guarda caso, di 20 mila euro (il riferimento è al fatto che, secondo le anticipazioni giornalistiche uscite martedì, uno degli indagati affermerebbe di aver versato sempre 20 mila euro alla stessa Marini, ndr): ebbene, quella somma risulta dalla documentazione della stessa Umbria Jazz come essere stata erogata solo parzialmente. Io – ha sottolineato la Marini – quella sponsorizzazione non l’ho mai attivata».

I rapporti tra Rotkopf e Sase In più la presidente ha voluto specificare che la Rotkopf «aveva chiesto alla Sase, che gestisce lo scalo perugino di Sant’Egidio, di attivare delle tratte, ma la Sase aveva respinto l’offerta, ritenendola non interessante ed onerosa. Queste sono le uniche informazioni in mio possesso». Per il resto la Marini continuerà «nell’azione di governo dell’Umbria, con la serenità di chi sa di essere una persona onesta e perbene».

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