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Matteo Renzi a Preci (foto Fabrizi)

«Chiediamo al Pd regionale e nazionale di tornare sui propri passi in tempi utili (fino alla mezzanotte del 29 gennaio, ndr), premiando i rappresentanti del territorio». I democratici della provincia di Terni con una lunga nota chiedono di rivedere le candidature definite per le Politiche del 4 marzo, dopo che il senatore uscente Gianluca Rossi è stato estromesso dalla lista, guidata a sorpresa da Matteo Renzi.

LE LISTE PD IN UMBRIA
ORLANDIANI FURIOSI

Escluso il senatore uscente Rossi La segreteria provinciale del Pd, guidata da qualche mese da Paolo Silveri, sindaco di Ferentillo, con una lunga nota esprime «contrarietà e sconcerto» sull’assetto elettorale del partito che ha schiacciato ragionamenti e percorsi fatti sui territori, nel caso specifico su quello di Terni, Narni, Amelia e Orvieto: «La nostra assemblea all’unanimità aveva approvato un documento con una proposta che andava oltre le correnti, esprimendo contestualmente – dice Silveri – una valutazione positiva per il lavoro del senatore Rossi, ritenendo di partire dalla sua ricandidatura e avanzando contestualmente al Pd nazionale e regionale la richiesta di poter disporre di due candidature».

Candidati paracadutati  Ma è andata diversamente: «Nessuno dei nomi in lista che afferiscono a questa provincia, è stato condiviso nelle sedi del partito territoriale, in particolare quelli collocati nei primi posti delle liste proporzionali e nei due collegi comprendenti la nostra provincia». Quindi la delusione «perché – si legge nella nota del Pd provinciale – la situazione particolare della città di Terni (Comune in dissesto e sindaco verso le dimissioni, ndr) avrebbero richiesto una maggiore attenzione ed un maggior rispetto: servivano scelte comprensibili dalla comunità, che aiutassero a superare le attuali difficoltà di una città che è sempre stata perno della Regione».

Pd Terni chiede di rivedere le liste Il dito è puntato contro il Pd nazionale che, «con l’avallo del livello regionale, ha assunto decisioni con meccanismi  non trasparenti e rappresentano una delegittimazione degli organismi e del percorso democratico costruito. Scelte incomprensibili che rendono più difficile un lavoro di coinvolgimento di tutte le energie del Pd sul territorio:  la segreteria provinciale, avendo a cuore l’esito delle politiche del 4 marzo e la sua incidenza sugli imminenti appuntamenti elettorali amministrativi, che coinvolgeranno i nostri territori, chiede alla segreteria regionale e nazionale di valutare la possibilità di ritornare sulle proprie decisioni nei tempi utili premiando i rappresentanti del territorio».

Pd Spoleto, chieste dimissioni del neo segretario «Immediate dimissioni del segretario Matteo Cardini che non è riuscito a inserire un candidato spoletino nelle liste Pd per le Politiche del 4 marzo». Questo il messaggio di Guido D’Angeli, candidato alla segreteria sconfitto nell’ultimo e contestato congresso, dove era appoggiato dai consiglieri comunali Dante Andrea Rossi, Paolo Martellini e Laura Zampa. La richiesta di dimissioni di Cardini arriva a meno di dieci giorni dall’elezione del trentenne alla guida del Pd cittadino, che deve ancora insediare la segreteria, riconvocare l’assemblea per eleggere il presidente e soprattutto organizzare il partito per il doppio appuntamento elettorale: le Politiche del 4 marzo e le Comunali ancora da fissare in calendario, anticipate di un anno per la morte del sindaco Fabrizio Cardarelli. Nonostante le sfide all’orizzonte il gruppo di D’Angeli attacca duro Cardini per l’assenza di rappresentanti spoletini nelle liste Pd delle Politiche, anche se il deficit di rappresentanza della città nei piani alti di casa Pd non è una novità, tanto che un candidato ducale mancava anche nella lista Pd delle ultime regionali. D’Angeli e i suoi tirano dritto: «Nemmeno gli ottimi rapporti con il segretario regionale Leonelli hanno permesso a Cardini di avere una minima chance per vedere tra i candidati un nome della città del festival. Cardini sostiene di aver avviato contatti coi vertici provinciali e regionali, che hanno però – è la sostanza delle considerazioni di D’Angeli – prodotto il nulla: il risultato è la scomparsa di Spoleto dalle liste Pd per il Senato e la Camera. Questo insuccesso politico toglie ogni chance di rappresentanza alla città di Spoleto e dimostra l’impossibilità di Cardini di rappresentare in maniera efficace l’intero partito di Spoleto». Poi nel mirino finisce Leonelli: «Appaiono incomprensibili i complimenti e la soddisfazione espressi da tanti esponenti del Pd di Spoleto per la candidatura del segretario regionale, responsabile delle liste umbre approvate a Roma, cioè colui che ha escluso la nostra città, condannandoci al persistere in una condizione di sudditanza politica e culturale estranea alla nostra realtà. Ribadiamo con forza – è la conclusione della nota – che non ci sottrarremo nel portare avanti la campagna elettorale per il Pd, ma, riconfermiamo ancor di più, l’illegittimità delle elezioni del segretario comunale Cardini (siamo ancora in attesa del responso dei ricorsi che permettano di esprimere il legittimo voto a ogni iscritto Pd) e ne chiediamo quindi le immediate dimissioni».

Nata nel 1986, ha iniziato il suo lavoro da giornalista nel 2008 a Tuttoggi, approdando l'anno seguente al Corriere dell'Umbria, con cui tuttora collabora. In Umbria24 dal 2012, dove si occupa di cronaca nera e giudiziaria, economia, attualità e politica. In passato ha collaborato anche con Panorama. Componente del Consiglio di disciplina dell'Ordine dei giornalisti dell'Umbria.

3 replies on “Elezioni politiche, Pd Terni chiede di rivedere le liste: «Rossi era il nostro candidato»”

  1. Ancora una volta Terni è stata trattata al pari di una provincia d’oltremare come ai tempi del colonialismo. Questa volta i ternani dimostreranno che è finita la sudditanza alla prepotenza e daranno una risposta forte, presupposto al distacco da una (R)regione ormai non più rappresentativa della provincia ternana.

  2. Questo è un fatto di una gravità inaudita. Questa non è più democrazia ma dittatura.

    E’ inutile fare finta di niente, perchè questi soggetti da diverso tempo hanno

    incominciato a depredare la nostra regione, il nostro territorio, la nostra economia.

    A dimostrazione di questo ci sono le tante aziende del territorio, nelle quali si assiste

    in silenzio ad un vero e proprio saccheggio. Non tutte le aziende sono in difficoltà per

    motivi legati alla crisi economica. Occorre intervenire con forza per salvare il

    nostro territorio la nostra comunità e soprattutto la democrazia. La sovranità è del popolo e non può essere imposta da un pinocchio qualsiasi

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