Antonio Di Pietro annuncia di voler denunciare Monti per omissione d’atti d’ufficio per il caso Finmeccanica. A Perugia mostra i quaranta atti parlamentari che si porta appresso, tra cui due esposti alla Corte dei Conti di Lazio e Liguria. «Oggi, scoppiato lo scandalo, Monti scrive che si vuole occupare della governance di Finmeccanica. In realtà mente, perché sapeva tutto e non ha preso provvedimenti».
Monti mente Il leader dell’Italia dei Valori, tra i padri fondatori del movimento di Rivoluzione civile, arriva al Palazzo della Provincia di Perugia con la sua solita foga, riportato in auge dalla serie di scandali che a vent’anni da Mani Pulite non cessano di tormentare l’Italia. Ce l’ha con Monti, Di Pietro, con un uomo che «non ha mantenuto la parola data, facendosi nominare senatore a vita, e comportandosi in maniera opposta al buon padre di famiglia, andando a prendere i soldi dove non andrebbero presi».
Sindrome a 4 zampe Di Pietro ironizza poi sulla «sindrome delle quattro zampe» che sembra aver colto la politica nazionale. «Monti fa campagna elettorale facendosi ritrarre con un cagnolino? Io a casa mia ne ho 13, ho 12 gatti, due pecore, una capra, la mucca che sta per partorire, il somaro e perfino 120 piccioni bianchi. Stanno lì, al loro posto, e non mi salta in mente di mettermi in posa con loro».
Quindi la mazzata finale a tutte le forze che hanno sostenuto l’ultimo governo: «Dove siete stati, partiti inutili, in questo ultimo anno e mezzo? Avete dato 52 voti di fiducia e adesso parlate di abbassare l’Imu, ridurre le spese militari, aumentare l’occupazione e eliminare la burocrazia. Il vero voto utile è quello a Rivoluzione civile».
