di M.R.

Inevitabile lo scontro politico su un tema come quello della palazzina ex Milizia di Terni, sorto per un ambizioso progetto di ricerca sulle cellule staminali mai decollato e oggi tirato in ballo da Ater per realizzarvi una struttura extra-alberghiera; in particolare 25 camere per 50 utenti al massimo, destinate a familiari di pazienti ricoverati al vicino ospedale di Terni. Un intervento da realizzare con fondi del Pnrr e che passa per il consiglio comunale per il cambio di destinazione d’uso dell’immobile da ‘produttivo’ a ‘attività ricettiva’. Sulle barricate Valentina Pococacio del Movimento Cinque stelle che a inizio discussione sul punto, in Prima commissione, chiede di mettere in votazione la richiesta di un sopralluogo; altri interventi concessi allungano i tempi di seduta e l’interruzione finisce così per arrivare sul metodo. Nel merito però la questione si incaglia sull’opportunità di intervenire su un’opera dotata di tecnologia avanzata per trasformarla in un ostello.

Da Stamina a ostello Ater Non ammette la Pentastellata che la struttura, dotata di attrezzatura sanitaria «e che sarebbe potuta essere utile nella fase più acuta del Covid», possa essere smantellata con fondi del Pnrr per ricavarne camere. «Se poi, si ritiene che i locali adibiti ai servizi sanitari locali, compresi quelli della riabilitazione, siano sufficienti, è un altro discorso; ma visto che ci sono anche regolamrmente pazienti lungo i corridoi dei reparti ospedalieri, ritengo sia doverosa una verifica di oppportunità». Si oppone la capogruppo Fi Lucia Dominici che ritiene che la commissione non abbia le competenze specifiche per prendere posizione sul tema e che vorrebbe accelerare sull’iter «per non perdere risorse pubbliche a disposizione in questa fase e per una ragione sociale condivisibile». Quella prevista da Ater in particolare è la realizzazione di residenze temporanee per categorie sociali disagiate al fine di dare risposta a un bisogno residenziale temporaneo connesso con l’esigenza di assistenza a familiari ricoverati nell’adiacente ospedale di Terni.

Terni A spiegarlo nell’aula di Palazzo Spada è l’assessore all’Urbanistica Federico Cini che a fine seduta si scontra con la pentastellata Pococacio. Il presidente di commissione Marco Cozza prolunga la seduta per discutere il punto oltre il termine previsto in sede di convocazione ma al momento di esprimersi sulla richiesta dell’esponente M5s, quest’ultima fa notare com eil tempo a disposizione sia ormai terminato. La votazione quindi è rimandata a nuova commissione ed esplode la rabbia dell’assessore: «Questo è sfascismo». «Ho chiesto in apertura lavori di poter effettuare un sopralluogo nella struttura. Abbiamo come consiglieri l’obbligo di ottimizzare l’utilizzo delle risorse pubbliche. In questo caso siamo di fronte a un immobile attrezzato a fini sanitari e di ricerca, ma inutilizzata. Oggi si vuole trasformare in un ostello, ma è adeguata ad altri scopi e credo perfettamente funzionante. Andare sul posto ci consente di verificare di persona lo stato dei luoghi. Ho posto la questione da subito ma non è stata avviata votazione e alla fine il tempo è scaduto. Se non c’è capacità di gestione dei lavori da parte del presidente ne prenda atto chi ha responsabilità». Di tutt’altro avviso l’assessore all’Urbanistica Federico Cini (Lega): «L’opposizione si è attaccata ai tempi della seduta. Lo scontro quindi alla fine è avvenuto sul metodo e non sul merito. L’opposizione non vuole mai affrontare le questioni nei contenuti; si fossilizza sui tecnicismi e denota assenza di proposte. Tutto è teso – dice – esclusivamente ad avere visibilità sulla stampa».

Ex Milizia L’edificio, di proprietà di Ater, situato in zona semicentrale della città, in prossimità dell’ospedale civile cittadino e della facoltà di medicina e chirurgia, è stato costruito mediante demolizione e ricostruzione di un edificio esistente denominato “ex Milizie” con lo scopo iniziale di realizzare un edificio a destinazione residenziale e direzionale. Successivamente quando l’edificio era ancora al grezzo, è stato stabilito di destinarlo ad un più importante scopo, quello di centro di ricerca sulla biologia molecolare, ed in particolare sullo studio delle cellule staminali. Una destinazione d’uso così mirata ha indotto a realizzare un’opera tecnicamente avanzata, in termini di dotazioni impiantistiche e tecnologiche. L’edificio ricostituisce l’impronta insediativa, gli allineamenti e la tipologia edilizia dell’edificio delle Ex
Caserme del Fascio: esso si articola, in due corpi paralleli, uniti da una corte interna. L’edificio si articola su tre piani connessi verticalmente dai vuoti che mettono in comunicazione la corte centrale con il corridoio di distribuzione al piano interrato, e dai corpi scala con ascensore collocati sulle testate del corpo più lungo e nel nuovo ingresso, ciascuno accoppiato ad un blocco di servizi igienici. Venticinque le camere che Ater vorrebbe realizzare, 50 i posti totali. Lo scontro politico però è aperto.

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