«Stati generali dell’informazione umbra da tenersi entro l’estate, per costituire l’ossatura della futura legge che puntiamo a portare in Aula alla ripresa dei lavori dopo la pausa estiva». Lo ha annunciato il vicepresidente della Regione, Fabio Paparelli, davanti alla Prima commissione dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, presieduta da Andrea Smacchi, che ha dedicato la seduta di martedì alle problematiche e alle prospettive connesse al mondo dell’informazione. Alla fine della riunione, la commissione ha concordato con la Giunta che quest’ultima presenti, entro il mese di maggio, una prima relazione schematica con le linee fondamentali di indirizzo di una proposta di legge regionale sull’editoria, in maniera che la commissione possa fare le proprie proposte e integrazioni.
Gruppo di lavoro Paparelli ha spiegato che la Giunta «sta costruendo un gruppo di lavoro con esperti di varie materie per lavorare ad un primo impianto di principi generali che possano essere portati agli Stati generali dell’informazione umbra, da tenersi entro l’estate, e che possano costituire l’ossatura della futura legge che puntiamo a portare in Aula alla ripresa dei lavori dopo la pausa estiva. Alla Regione spetta il compito non solo di supporto economico al mondo dell’editoria ma anche quello di facilitare e stimolare i processi virtuosi dell’informazione, valore fondante della democrazia, che tutela il diritto della cittadinanza ad essere informata, ma che non deve perdersi in una marea di contenuti».
Cinque aree Il vicepresidente della Giunta ha parlato di 5 aree di intervento destinate a carta stampata, informazione web, tv, radio locali e agenzie di stampa: supporto alle nuove tecnologie e allo sviluppo digitale dell’editoria, aiutando le imprese che vogliono investire in questo campo; utilizzare la leva fiscale con alcuni possibili sgravi per favorire il settore; trovare una modalità di utilizzo delle risorse finalizzate dei fondi strutturali; politiche attive del lavoro per favorire la transizione di imprese e lavoratori, con forme di ammortizzazioni sociali; lavorare sull’educazione, introducendo in maniera incentivata i giovani e le scuole ad una educazione più corretta all’informazione.
Una miriade di micro imprese «La domanda di informazione locale aumenta – ha detto Paparelli – ma si riducono gli spazi tradizionalmente intesi. Stampa, radio e tv sono al centro di una radicale trasformazione. In Umbria oggi c’è una frammentazione enorme: circa duecento aziende iscritte al registro degli operatori della comunicazione: abbiamo una capillare diffusione, ma i problemi sono la pubblicità e la sostenibilità economia, e poi l’estensione territoriale, con una micro copertura. Oggi in Umbria abbiamo 9 emittenti locali, oltre 20 radio, 4 quotidiani, oltre 30 testate on line: un valore in termini di pluralismo culturale, ma in un bacino di meno di un milione di abitanti. La strada da percorrere è quella di rendere compatibili queste caratteristiche con la crisi di sistema in atto, lo scenario di ristrutturazione del sistema con la razionalizzazione delle risorse disponibili».
Il dibattito politico Secondo Smacchi (Pd) «visto anche che ci sono associazioni di professionisti in cui 2-3 giornalisti si mettono insieme facendo una piccola start up, anche da questo punto di vista potremmo prevedere una linea ulteriore per sostenerli e dargli una prospettiva». Marco Vinicio Guasticchi (Pd) ha sostenuto che «non credo che il problema vada affrontato ora, quando si sta discutendo una legge nazionale sull’editoria. Fare oggi una proposta regionale è un errore. Meglio aspettare quella nazionale e appoggiarci a quella». Anche per Raffaele Nevi (FI) «è giusto aspettare la legge nazionale, come avvenuto anche per il reddito di cittadinanza, così da avere coordinamento tra la legge nazionale e regionale. Si può comunque andare avanti nell’approfondimento in best practice». Valerio Mancini (Lega) suggerisce «un’incentivazione complessiva, che deve andare verso un processo di aggregazione, anche con agevolazioni fiscali». Leonelli (Pd) propone «un percorso che può essere attivato, magari cercando di capire dal dipartimento dell’editoria del Governo qual è la situazione del testo all’esame delle Camere». Invece Carla Casciari sostiene che «è giusto coordinarsi con la legge nazionale, ma qualche segnale va dato vista la specificità di una regione come l’Umbria». Infine Gianfranco Chiacchieroni ha rilevato come «la scorsa settimana a Perugia c’è stato il Festival del giornalismo, con approfondimenti di valore straordinario. Mi chiedo se non possiamo utilizzare i punti di approdo che ha prodotto per i nostri ragionamenti sul mondo dell’informazione regionale».
