Passa a voti unanimi della Assemblea la proposta di tutti i gruppi politici, primo firmatario Franco Zaffini (Fli), di istituire una commissione di inchiesta sul fenomeno della tossicodipendenza e delle morti da overdose in Umbria. Sarà composta da cinque membri di cui tre della maggioranza ed avrà un anno di tempo prorogabile, per indagare, conoscere il fenomeno e fare proposte. Respinti con strascico polemico due emendamenti delle minoranze sulla distinzione fra droghe pesanti e leggere e sul richiamo alle linee governative da seguire.

Voto unanime… Il consiglio regionale con voto unanime della assemblea, presente al completo, ha istituito la «commissione regionale d’inchiesta su tossicodipendenze, mortalità per overdose e fenomeni correlati». L’organismo sarà composto da cinque consiglieri, tre di maggioranza e due di minoranza, opererà per un anno, prorogabile con voto consiliare, e dovrà riferire al terzo e nono mese in Terza Commissione, e al sesto e al dodicesimo mese direttamente in Aula. Alla decisione di istituire la Commissione d’inchiesta sulle tossicodipendenze si è giunti su iniziativa dei seguenti consiglieri di tutti gli schieramenti: primo firmatario Franco Zaffini che aveva presentato una sua proposta, Damiano Stufara (Prc) Sandra Monacelli (Udc) Oliviero Dottorini (Idv) Renato Locchi (Pd), Roberto Carpinelli (per l’Umbria Catiuscia Marini), Massimo Buconi (Psi) .

…ma non manca la polemica «Oggi in consiglio regionale c’è stato uno spettacolo veramente pietoso: durante la discussione sulla istituzione della commissione d’inchiesta sulle droghe, quando il centrosinistra sotto il diktat di Rifondazione comunista ha rigettato l’emendamento proposto dal centrodestra che metteva sullo stesso piano la lotta alle droghe cosiddette ‘leggere’ a quelle cosiddette ‘pesanti’, siamo di botto tornati al 1968, quando i comunisti si battevano per lo spinello libero». Lo afferma il capogruppo del Pdl, Raffaele Nevi, in merito alla Commissione d’inchiesta istituita oggi pomeriggio dal Consiglio regionale.

No agli emendamenti Respinti infatti a maggioranza due emendamenti presentati in apertura di dibattito sul campo d’indagine della Commissione: il primo sulla distinzione fra «droghe leggere e droghe pesanti», a firma di Pdl, Lega Nord, Udc; il secondo sull’impegno della Commissione ad «operare in linea con il nuovo piano d’azione nazionale votato dal Governo nazionale», presentato solo da Pdl e Lega Nord.

I compiti Compiti più importanti della Commissione – stilati sulla base delle strategie che si è data la Comunità europea nel periodo 2005-2012 e che puntano alla contemporanea riduzione della domanda e della offerta di sostanze stupefacenti – sono di analizzare: l’incidenza del fenomeno tossicodipendenze in Umbria, con particolare riferimento all’eccessivo consumo di eroina; il narcotraffico; la diffusione del fenomeno fra i giovanissimi; la validità dei protocolli terapeutici adottati nelle strutture di cura. La Commissione d’inchiesta dovrà inoltre, individuare proposte ed azioni di prevenzione e contrasto al traffico ed al consumo di stupefacenti ed alle morti per overdose: il tutto da stilare in atti finali che verranno sottoscritti ed impegneranno Regione, Comuni, Forze dell’ordine e Ufficio scolastico regionale.

Il dibattito L’intero dibattito che ha preceduto il voto si è svolto proprio sui due emendamenti.
DAMIANO STUFARA (Prc) «La distinzione fra droghe leggere e pesanti è stata introdotta con un decreto governativo in occasione delle Olimpiadi della neve di Torino: oggi non avrebbe senso riprodurla. Sul piano d’azione nazionale voglio ricordare che tutte le Regioni italiane hanno dichiarato la loro contrarietà in nome della propria autonomia, perché il Governo indica alle Regioni cosa devono fare».
SANDRA MONACELLI (Udc) «Dobbiamo convincerci che c’è in Umbria una emergenza droga con 6mila dosi distribuite sulla piazza e con una farmacia di Perugia che afferma di vendere da sola 1000 siringhe al dì. Noi siamo ancora qui a dividerci su droghe leggere e droghe pesanti. Una istituzione deve condannare tutte le droghe, e lo deve fare in modo chiaro e inequivocabile».
RAFFAELE NEVI (Pdl) «Guai continuare a fare giochini politici sulla pelle dei giovani: la distinzione fra droghe leggere e droghe pesanti deve assolutamente rimanere; possiamo ritirare il secondo emendamento, ma guai non fare la distinzione. Sulla Commissione speciale che noi volevamo costituire come, abbiamo solo criticato i 3 anni di durata, accettando poi un anno, con l’impegno a riferire in Aula ogni tre mesi”.
PAOLO BRUTTI (Idv) «Piuttosto di distingue fra droghe leggere e pesanti propongo di inserire la dicitura qualsiasi droga, intendendo in pratica di estendere l’azione di ‘prevenire l’inizio’ anche ad alcool e perché no al tabacco».
MARIA ROSI (Pdl) «Non dobbiamo nasconderci: in Umbria esiste un’emergenza droga che è particolarmente evidente a Perugia. Come genitore conosco bene la situazione: nelle scuole superiori si fumano sigarette e spinelli nello stesso modo. C’è dunque un problema che richiede un impegno morale e non la demagogia».
CATIUSCIA MARINI (presidente Giunta regionale) «La Commissione potrà essere utile ai fini delle decisioni che attengono al governo regionale se la collochiamo nella dimensione per la quale è stata proposta: quella di una commissione d’inchiesta che ci aiuti, attraverso una fase ampiamente partecipativa, nel raccogliere elementi di conoscenza su dipendenze e tossicodipendenze. Si tratta di un fenomeno che non riguarda esclusivamente le giovani generazioni, perché va approfondito l’aspetto delle fasce di adulti che sono coinvolti nel consumo di stupefacenti e nel problema rappresentato dalla dipendenza da alcool. Ricordo che il primo ingresso nella dipendenza da parte dei giovanissimi avviene con l’alcool, quindi anche con le droghe. Ciò che ci viene richiesto è di fare interventi preventivi sul consumo di alcol, e siamo chiamati a cambiare approccio per quanto riguarda la prevenzione, la cura e il recupero, non solo sui giovani ma su estese fasce di popolazione. Mi aspetto, dalla commissione che si vuole istituire, un aiuto per arrivare ad interventi legislativi che possano incidere sul problema delle dipendenze, fermo restando quanto stabilito con il ministro Maroni nel Patto per la sicurezza, che prevede un’azione decisa contro il traffico di sostanze stupefacenti».
GIANLUCA CIRIGNONI (capogruppo Lega Nord) «Esprimo apprezzamento per le parole della presidente Marini sul contrasto al traffico di stupefacenti. Ritengo anche che la Commissione d’inchiesta antimafia sia una sede più che degna per lavorare su questo argomento. Ad ogni modo vorrei puntualizzare che il primo emendamento presentato è importante, in quanto si deve considerare allo stesso modo le droghe leggere e pesanti».
FRANCO ZAFFINI (Fli) «La divisione tra droghe leggere e pesanti è superata. La scelta da compiere oggi, da legislatori, è quella di dotarsi di uno strumento straordinario per affrontare un problema molto grave. I dettagli, a durata ed altre indicazioni sembrano soltanto delle questioni irrilevanti e marginali: l’importante è iniziare a lavorare su questo problema. Sono disposto a votare in favore di entrambi gli emendamenti, basta che iniziamo ad occuparci si questa gigantesca questione».

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