Al centro Stefano Candiani (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Cinque anni fa la rottura di quello che in Umbria pareva un tabù, con la conquista di un seggio e un risultato in termini di consensi tutt’altro che trascurabile; stavolta i voti sono triplicati, i consiglieri raddoppiati e quindi la Lega sul territorio regionale si struttura. Il 20 giugno prossimo, infatti, nascerà la Lega Umbria, sul modello di quella veneta o lombarda, confederate alla casa madre. Ad annunciarlo, venerdì mattina in consiglio regionale, è stato il commissario regionale delle camicie verdi Stefano Candiani. Il territorio regionale verrà diviso in dieci circoscrizioni, che avranno dei segretari per ora nominati dal senatore, mentre in futuro saranno scelti attraverso i congressi. Da subito, inoltre, partirà il lavoro nei comuni (otto, Assisi e Castello i più importanti) dove si voterà nel 2016.

L’ANALISI DEI FLUSSI
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Partito pesante Insomma, altro che partito liquido: «Siamo un partito ‘pesante’ – dice il senatore –, nel quale si fa militanza attiva nelle sezioni e non scalate alle poltrone solamente prendendo la tessera. La politica non si costruisce via internet. Ai cittadini, circa 400 quelli in attesa di iscrizione, diamo facce riconoscibili e persone credibili». Accanto a Candiani ci sono i due consiglieri eletti, ovvero l’altotiberino Valerio Mancini (2.903 preferenze) e il ternano Emauele Fiorini (2.477 preferenze, il più giovane degli eletti con i suoi 34 anni), oltre a Riccardo Marchetti, nominato vice commissario, e Luca Briziarelli, un lungo passato dentro Forza Italia e Pdl e ora membro dello staff leghista. Il senatore di fronte ai 49 mila voti incassati gongola («un numero al di là di ogni aspettativa») e promette che in consiglio i suoi uomini «faranno un’opposizione molto chiara e determinata, eviteremo il consociativismo che ha caratterizzato la vecchia opposizione».

PERUGIA: IL VOTO ZONA PER ZONA
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Vogliamo governare Commentando i flussi elaborati da Swg Candiani spiega «che abbiamo preso consensi a 360 gradi, aggredendo in particolar modo i nostri competitor, ovvero Pd e M5S. E abbiamo anche convinto molti astenuti». Una massa di voti, sostiene il senatore, incassati «interpretando fino in fondo la voglia di cambiamento degli umbri. Non è stato un voto di protesta ma per governare in maniera differente rispetto al centrosinistra. Perché noi la prossima volta vogliamo governare». Legalità, sicurezza e tutela dei diritti dei cittadini umbri tra i temi fondamentali che verranno portati avanti dai consiglieri: «Sarà una Lega tra la gente – dice Mancini –, in consiglio denunceremo ciò che non va bene e saremo collaborativi».

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Mancini Attenzione alle famiglie umbre, case popolari, contributi per mense e trasporti, asili nido, sanità e sicurezza, «perché gli umbri vivono nella paura», sono tra i dossier che i consiglieri porteranno in consiglio regionale. «La sicurezza – ha detto Mancini – è un valore imprescindibile in uno Stato di diritto. La Regione può fare molto in questo senso, in collaborazione con i Comuni, promuovendo, in primo luogo, un controllo capillare delle residenze». Da ultimo arriva anche un monito per il sindaco di Perugia Andrea Romizi, con la rassicurazione che la Lega non vuole entrare nella giunta: il voto che gli elettori hanno spostato da Forza Italia verso il partito di Salvini, spiegano i leghisti, sarebbe un messaggio chiaro a Romizi: «La gente si aspetta delle politiche di destra ben visibili, non il governo del quotidiano nell’attesa che qualcosa cambi, la città ha ancora bisogno di una scossa».

Twitter @DanieleBovi

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