Marini e Barberini (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Il giorno dopo le cannonate sul campo di battaglia rimane il fumo, in mezzo al quale è difficile vedere la via d’uscita, e la firma delle parti su una tregua, non si sa quanto breve. Dopo le dimissioni di Luca Barberini da assessore alla sanità, la conferenza stampa in cui ha voluto spiegare le sue ragioni e la dura replica della presidente Catiuscia Marini, sul tavolo rimane il peso delle parole ad avvelenare il sistema linfatico del Pd e ad annebbiare le menti. Ecco perché il segretario Giacomo Leonelli nelle ultime ore ha chiesto e ottenuto una tregua sul fronte mediatico, così da stoppare, almeno pubblicamente, l’avvitamento del partito in quello che è nei fatti uno degli scontri più feroci degli ultimi anni. Una situazione in cui è proprio il partito a provare a riprendere in mano in queste ore la situazione.

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Tregua Ottenuta la tregua verbale, sabato alle 9 Leonelli riunirà la segreteria regionale con all’ordine del giorno il caos sanità che ha investito il partito. Ore in cui, in teoria, si sarebbe dovuta tenere la riunione della Direzione regionale per discutere del tema rifiuti; un incontro prontamente rinviato a data da destinarsi dopo lo scoppio dell’incendio. E così dopo i primi assalti, da una parte e dall’altra, sarà un weekend all’insegna di una parola d’ordine: «ricucire». Tolti dal campo i contendenti, è il momento dei pontieri: «Parliamo costantemente con tutti – assicura il capogruppo in consiglio Chiacchieroni – e ci diamo obiettivi comuni». Nel pomeriggio di venerdì hanno salito le scale di piazza della Repubblica alcuni parlamentari dem, ovvero Walter Verini, Valeria Cardinali, Marina Sereni, Gianluca Rossi e Nadia Ginetti, mentre Anna Ascani, intervistata da Umbria24, ha partecipato a un’iniziativa al Post di Perugia sulla scuola digitale.

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LE NOMINE

L’incontro In teoria quello in piazza della Repubblica era un incontro convocato da tempo per parlare d’altro, ma inevitabilmente si è discusso del caos nomine. In blocco i parlamentari hanno sottolineato che non è stata una pagina, per usare un eufemismo, particolarmente brillante e che occorre superarla e ricomporre i cocci. Tutti, è stato detto, è bene che abbassino i toni per il bene del Pd e che non utilizzino i media per lanciarsi contro messaggi. Insomma, bisogna ripartire da un livello civile di discussione, sul merito delle questioni; un pomeriggio all’insegna delle parole misurate. Più in generale alla segreteria regionale sono stati chiesti un confronto maggiore, più collegialità, più coinvolgimento e incontri regolari per discutere dei problemi, senza dover intervenire, come in questo caso, una volta che i danni sono stati fatti.

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Credibilità In questa fase dunque è decisivo cercare di riannodare i fili del rapporto e della fiducia e allo scopo è stata riconvocata, martedì alle 9, la riunione del gruppo consiliare di palazzo Cesaroni, alla quale potrebbe partecipare anche l’ala bocciana del partito. Con una nota poi nelle scorse ore è tornato a farsi sentire l’ex segretario del partito Lamberto Bottini, colpito «negativamente dal livello di scontro». Bottini, oltre a invitare a sgombrare il campo dalle ombre e a ricostruire una «credibilità politico-istituzionale», sottolinea la necessità di una nuova fase per la sanità regionale («in futuro deve garantire prevenzione, educazione sanitaria nelle scuole e assicurare ai cittadini la conoscenza della propria salute, affinché possano scegliere la strada migliore per il raggiungimento del proprio benessere) che preveda un minor ricorso ai ricoveri ospedalieri, un potenziamento delle strutture territoriali, dell’assistenza a domicilio, delle case della salute e dei centri di riabilitazione; il tutto all’insegna di un ragionamento che abbracci tutte le regioni del Centro Italia.

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Bottini «I nostri amministratori – conclude – sono stati all’altezza di gestire un settore difficile, tenendo in equilibrio rigore finanziario e qualità dei servizi, in un ambito che spesso in Italia si è dimostrato vulnerabile e soggetto a scandali e corruzione. Questo giudizio non vuole eludere l’esigenza del rinnovamento a volte necessario, non solo in politica. E dunque, per gestire una fase diversa della politica sanitaria, risulta evidente come competenza e rinnovamento non possano essere scissi strumentalmente, ma devono procedere insieme perché forzare sulla competenza o sul rinnovamento a prescindere non è utile, soprattutto in un settore delicato come quello sanitario. Dentro la questione che si è aperta gli umbri vedono che c’è un problema di posizionamento e di rendita politica».

Twitter @DanieleBovi

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