Una scuola (foto Markus Spiske, Pexels)

Il Comune di Assisi va all’attacco sull’ipotesi di accorpamento tra l’Istituto Alberghiero e l’Istituto Bonghi e boccia senza appello la proposta avanzata dalla Regione. In una nota la sindaca di Assisi Stefania Proietti e l’assessore Paolo Mirti parlano di una «scelta questa che se portata alla fine penalizzerebbe l’intera comunità educante di Assisi, l’intero territorio comunale, vale a dire i ragazzi, le famiglie e le imprese. La proposta è stata formulata senza alcuna seria motivazione e senza alcuna condivisione con le due scuole e con le istituzioni».

Mortificazione «Una simile proposta, se confermata, si tradurrebbe nell’eliminazione dell’autonomia di un Istituto dalla forte identità e tradizione – aggiungono – e da sempre correlato a una città dalla grande vocazione turistica come Assisi. Una decisione che mortificherebbe anche il Bonghi che si troverebbe a dover gestire con una struttura amministrativa ridotta nei numeri le risorse del Pnrr con l’oggettiva difficoltà a riuscire a spendere efficacemente. Sono ignoti inoltre i criteri in base ai quali è stata formulata la proposta di accorpamento tra Alberghiero e Bonghi dal momento che altre scuole di altri territori, con numeri inferiori a quelli dell’Istituto Alberghiero non sono state interessate dall’operazione di dimensionamento». 

L’Alberghiero A prendere posizione sono stati anche gli insegnanti dell’Alberghiero, che hanno espresso parere contrario così come il consiglio di istituto che esprime «stupore e forte preoccupazione per un disegno che non può essere attuato se non nel tempo e in piena condivisione con la comunità educante, gli studenti e i genitori. Tale disegno andrebbe a minare la percezione che il territorio ha assunto nel tempo nei confronti del nostro istituto che, in qualità della sua specifica caratterizzazione, ha attratto studenti provenienti da ogni parte del territorio regionale e nazionale: la privazione di un’identità ormai così consolidata nella mente dell’utenza attuale e potenziale sembra essere un’azione quantomeno incauta e forse addirittura controproducente che andrebbe a impoverire quel binomio città di Assisi e Istituto Alberghiero di Assisi così impresso nella mente di tutti noi».

Il Bonghi Stop all’ipotesi di accorpamento anche da parte del dirigente del Bonghi Carlo Menichini secondo il quale «l’operazione di accorpamento, fatta in maniera così improvvisa e improvvisata, causerà – se portata a compimento – una serie di enormi problemi.
Le attività delle due scuole saranno di fatto bloccate per mesi, con conseguenti ritardi in tutte le iniziative e in particolare in quelle legate alla gestione degli importanti finanziamenti Pnrr. I rapporti con il territorio, cioè con aziende, professionisti, associazioni ed enti, saranno congelati in attesa che in nuovi assetti organizzativi si completino. Paralizzare in questa fase le due scuole vuol dire togliere all’intero territorio assisano delle risorse importanti e questo vuol dire meno attenzione per i giovani, meno impegno a loro favore, meno risorse per il loro futuro. Sarebbe invece auspicabile che una decisione di questa portata fosse preceduta da un approfondito confronto con tutti i soggetti di questo territorio – istituzioni, imprese, associazioni, realtà del terzo settore».

A intervenire sul tema del dimensionamento scolastico sono anche i parlamentari umbri del Pd Anna Ascani e Walter Verini. «Apprendiamo con sorpresa e sconcerto che la Regione guidata da Donatella Tesei attraverso l’assessore Agabiti starebbe approntando un piano di dimensionamento scolastico regionale che non solo non risponde ad alcun criterio logico ma non sarebbe nemmeno coerente con le linee guida del ministro Valditara, che pure abbiamo duramente contestato in Parlamento. Inutile nascondersi dietro le previsioni del Pnrr: scegliere quali scuole accorpare è responsabilità di Tesei, farlo senza criteri oggettivi è un grave errore politico». «Sarebbero sei quest’anno – proseguono – gli accorpamenti previsti e due di questi (un terzo!) coinvolgerebbero istituti collocati in Alto Tevere, a dimostrazione della discrezionalità che viene applicata in questo contesto».

Solo di centrosinistra «Al di là del cattivo gusto – aggiungono – di individuare le scuole sulla base del colore politico delle amministrazioni locali (tutt’altro che casualmente infatti i tre accorpamenti proposti dalla Regione riguarderebbero Comuni governati oggi dal centrosinistra, ovvero San Giustino, Assisi e Città di Castello) sorprende la totale sottovalutazione delle dinamiche del mondo della scuola, che porta Palazzo Donini a cancellare con un tratto di penna dirigenze di istituti che sono punto di riferimento nelle proprie comunità e che hanno un’utenza assolutamente ragguardevole dal punto di vista numerico».

Qualità Per Ascani e Verini «neppure la qualità conta. Solo qualche mese fa, infatti, il liceo tifernate, che sarebbe, a quanto si apprende, tra le scuole coinvolte nel piano di dimensionamento della Regione, è stato inserito al terzo posto tra i licei classici e scientifici umbri e al primo posto per le Scienze applicate nella classifica Eduscopio della Fondazione Agnelli». «Ci auguriamo – concludono – che l’amministrazione Tesei accantoni questa proposta e si faccia portatrice di un progetto adeguato alle necessità della comunità educante e alla qualità della formazione degli studenti umbri. In caso contrario saremo accanto al mondo della scuola, alle amministrazioni e alla cittadinanza nella contestazione di un’azione illogica e sbagliata nel metodo come nel merito».

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