Il dibattito sulla questione morale coinvolge le istituzioni

La maggior parte degli umbri vuole il digitale terrestre e lo vuole subito. Lo affermano i risultati dell’ultimo sondaggio di Umbria24.it, pur senza nascondere le difficoltà che l’ormai imminente passaggio dalla vecchia alla nuova tv comporterà. E Umbria24.it lancia ai propri utenti un nuovo quesito: esiste nella politica umbra una questione morale?

Digitale sì, digitale no Dei 168 lettori che hanno risposto al nostro ultimo sondaggio, quasi la metà si dice favorevole al passaggio perché «la nuova tv offre più scelta e maggiore qualità all’utente». Viene quindi accolto con soddisfazione l’annuncio del governo che anticipa tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre il cosiddetto switch-off. Ma non mancano le perplessità. Oltre a quelle degli addetti ai lavori: in primis l’assessore alle Infrastrutture tecnologiche della Regione, Stefano Vinti, e le tv locali, indietro nell’aggiornamento tecnologico, anche i cittadini hanno i loro timori. Un 11% si dice «favorevole, ma i tempi non andavano anticipati per dare tempo al sistema di adeguarsi». Il 24% dei lettori, invece, è preoccupato in quanto «il territorio umbro è complesso e il segnale potrebbe non raggiungere molte aree». Timore suffragato dalle difficoltà di altre regioni. Il 17%, poi, è del tutto contrario perché «il digitale terrestre comporterà solo problemi e spese per gli utenti», prime fra tutte per l’acquisto di tv di ultima generazione o decoder e per l’adeguamento dell’impianto di antenna.

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Questione morale Il nuovo sondaggio riguarda un dibattito che sta percorrendo la politica regionale da diverse settimane. Il coinvolgimento del presidente del consiglio regionale Eros Brega nell’inchiesta della procura di Terni nata con l’arresto dell’ex direttore di Confcommercio, Leandro Porcacchia, ma anche quello dell’ex presidente della Regione, Maria Rita Lorenzetti, e dell’ex assessore alla Sanità, Maurizio Rosi, nel caso denominato «Sanitopoli», su cui indaga la procura di Perugia. Per non parlare di precedenti inchieste come «Appaltopoli». Tutto fa emergere, al di là dei profili penali il cui accertamento spetta alla magistratura, un sospetto di malcostume che appare diffuso in cui, in modo più o meno velato, si intreccia la politica con i favori, le amicizie con le spintarelle e gli appalti. Sulla questione si sta interrogando il maggiore partito della regione, il Pd, ma anche le altre forze politiche. Si prenda il caso Brega: per alcuni come il deputato Pdl Rocco Girlanda deve prevalere il garantismo, mentre per altri deve dimettersi come ad esempio Luigi Bori o, in modo più sfumato, Walter Verini. Cosa ne pensate? Dite la vostra votando per una delle opzioni nel sondaggio che trovate in basso a destra nella Home Page o inviandoci commenti o mail all’indirizzo redazione@umbria24.it

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