Ferroni, Falistocco e Manfroni (foto U24)

di Dan.Bo.

Una giornata di mobilitazione in tutta Italia, Perugia compresa, contro le norme previste dal decreto firmato dal ministro dell’Interno Marco Minniti e da quello della Giustizia Andrea Orlando. Ci saranno anche i militanti di Rifondazione comunista dell’Umbria alla mobilitazione indetta per la giornata di sabato 8 aprile da «Le città in Comune», ovvero la rete di amministratori locali eletti nelle liste di sinistra alternative al Partito democratico. Pd che è il primo bersaglio nel mirino di Rifondazione che giovedì a Perugia, nei locali di Umbrò, con Andrea Ferroni (coordinatore nazionale dei Giovani comunisti), Lorenzo Falistocco (segretario del circolo Tenerini) e Massimiliano Manfroni (assessore del comune di San Giustino) hanno spiegato i perché dell’adesione del partito che nei giorni scorsi, a Spoleto, ha eletto come nuovo segretario nazionale Maurizio Acerbo.

Odg e mozioni nei comuni Oltre al presidio, che si terrà alle 10.30 di fronte alla sede della Prefettura di Perugia, il Prc presenterà nei comuni dove è presente, e chiederà di farlo dove non ha rappresentanti, delle mozioni e degli ordini del giorno per far sì che il decreto, non ancora convertito in legge, non sia applicato. «I provvedimenti – dice Ferroni – sono un mix esplosivo perché criminalizzano la povertà, invece di pensare a come uscire dalla crisi economica. Si introduce anche il principio di decoro, ma chi decide cosa è decoroso e cosa no? È una manovra strumentale per trasformare i sindaci in sceriffi, un laboratorio di repressione». Secondo Ferroni quello di sabato è «uno dei primi passi per la sinistra di alternativa per affermare che noi pensiamo a un altro tipo di società».

Decreti pericolosi Una società «più aperta e inclusiva e che non criminalizza i diversi. Anche qui a Perugia – attacca Falistocco – con l’amministrazione di Andrea Romizi la città è più chiusa e meno inclusiva. Noi vogliamo il contrario dato che c’è più sviluppo nelle società maggiormente aperte. Pd e centrodestra ormai si equivalgono». E a proposito di Pd i rifondatori si chiedono «se sia davvero Orlando, vista la sua firma sul decreto, l’alternativa a Renzi». «Questi provvedimenti – conclude Manfroni – sono pericolosi e e renderanno le nostre città più insicure e pericolose».

Twitter @DanieleBovi

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