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di Marta Rosati

Si fa concreta la crisi politica a Palazzo Spada. Dopo le tensioni delle settimane passate e lo scontro a colpi di note stampa, i cosiddetti quattro ‘dissidenti’, lunedì mattina, hanno formalizzato il passaggio all’opposizione. Dopo una lunga sospensione per la riunione dei capigruppo, al pronti via del dibattito in aula, la consigliera Marina Severoni ha dato lettura delle intenzioni politiche del gruppo che vuole cambiare la propria denominazione in ‘Per Terni’, abbandonando la dicitura ‘Con Bandecchi’.

Tecnicamente, il sindaco non può più contare sulla sua maggioranza originaria e, per avere i numeri necessari, deve individuare sponde presso altri gruppi consiliari. Prima di salire in Comune, tuttavia, ha dichiarato di non aver ancora avviato le consultazioni del caso.

Ad ogni modo, se i rappresentanti di Fratelli d’Italia erano pronti a dimettersi per portare allo scioglimento del consiglio, non hanno ricevuto sufficienti adesioni all’iniziativa (sarebbero serviti 17 consiglieri). La situazione è in evoluzione; Bandecchi sembra non voler mollare, ma deve necessariamente individuare un exit strategy.

In cima alla lista dell’ordine del giorno la mozione di sfiducia nei confronti di Severoni e Sterlini come presidenti di due commissioni consiliari. Un atto senza precedenti né specifiche nel regolamento comunale. I lavori rallentano ancora tra pregiudiziali e pareri.